22 anni fa nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 1995 moriva il sen. Pietro Laforgia già sindaco di Bari

Posted on by Lucio Marengo

Che strana la vita, due anniversari dolorosi che ci riportano alla memoria due grandi personaggi, entrambi sindaci di Bari, di estrazione politica diversa, con in comune la grandezza d’animo e la manifesta onestà. La sera del 5 dicembre 1995, intorno alle 23, squilla il telefono di casa e mia moglie Rosanna mi passa la telefonata con una espressione del viso preoccupata, dicendomi che dall’altro capo del filo c’era il senatore Pietro Laforgia, che mia moglie amava soprattutto per la sua mole imponente con una spiccata somiglianza con Babbo Natale. Risposi al telefono meravigliato della insolita telefonata ed infatti era proprio Piero che mi chiedeva la cortesia di condurre con me sua moglie Rosalba alla prima messa delle cinque del mattino successivo a S. Nicola e che comunque avrebbe mantenuto la promessa di farmi impiccare in piazza Prefettura, e che se mi fossi diviso da mia moglie, naturalmente sarebbe stato il suo avvocato. Questo il contenuto di quella telefonata che non scorderò fino a quando vivrò. Il giorno 5 mattina presso il reparto di oncologia pediatrica del policlinico nel corso di una manifestazione, padre Giovanni Distante, definendo me e Rosalba Laforgia il diavolo e l’acqua santa, ci aveva invitato a servire la messa il giorno di San. Nicola appunto alle cinque del mattino alla prima messa. La telefonata di Pietro Laforgia ed il tono della sua voce, aveva preoccupato mia moglie, ed infatti nella notte tra il cinque ed il sei dicembre il Sen. Pietro Laforgia già sindaco di Bari moriva per un infarto. Vi risparmio altri particolari ma appena apprendemmo la notizia ci recammo a casa sua, giusto in tempo di vederlo adagiare nella sua bara.  Si può amare e stimare un leale avversario politico, la cui onestà è indiscussa, ebbene gli ho voluto bene come fosse un fratello maggiore  e tutte le volte che ci incontravamo a Roma oppure a Bari ci scambiavano pizzicate, tante da riempire un libro. E’ stato un grande sindaco, e con orgoglio posso dire che è stato il mio sindaco, visto che ero consigliere comunale di quella che una volta era la vera destra. Altro Grande Personaggio è stato l’avv. Enrico Dalfino, anch’egli grande sindaco di Bari  nello stesso periodo in cui ero anch’io consigliere comunale e suo avversario politico. Suo figlio, avv. Giuseppe oggi lo ricorda con una lettera alla Gazzetta del Mezzogiorno proprio nel giorno in cui Enrico festeggiava il suo secondo nome Nicola. Come si faceva a non essere amico di Enrico che era il simbolo della bontà, ma era quello il modo di fare politica e di essere avversari leali senza acredine, separando i rapporti politici da quelli umani, e difatti dopo ogni consiglio comunale seguiva spesso la immancabile pizza pagata alla romana. Anche con Enrico Dalfino il rapporto di amicizia è stato sempre improntato alla reciproca stima e affetto, fatta eccezione di ogni volta che veniva con me in auto e si divertiva a fare casino con la cenere del suo immancabile sigaro. Dove esistono più questi personaggi? Oggi la politica è cambiata perchè chi la rappresenta appartiene ad una categoria di politici mediocri, condizionati dalle clientele e da una magistratura strabica che non riesce a guardare dove invece deve. Io credo nell’aldilà, e sono convinto, così come sostiene Giusepe Dalfino che dopo la morte, la vita da qualche parte continui.

Lucio Marengo

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