Niente treni la domenica, ma tra non molto neanche nei giorni feriali..

Posted on by Lucio Marengo

In questo fine settimana quasi estivo, colto da quella indolenza che solo l’estate procura, cullato dal frinire delle prime cicale, in pieno otium ho riletto alcune pubblicazioni che hanno riguardatole Sud-Est. Sfogliando le pagine di un libro che parlava appunto dello scandalo, mi sono chiesto col senno di poi, se davvero tutto ciò che vi era riportato si fosse basato, all’epoca, su dati “autentici” o fosse invece frutto di una interpretazione giornalistica di quanto la Guardia di Finanza (o la cancelleria del tribunale) avesse fatto trapelare più o meno strumentalmente. Sono già passati quasi 5 anni dall’avvio della azione penale. Durante questo periodo, sono state via via smontate sia dal tribunale che dalla Cassazione, ad una ad una, tutte o quasi le prove di quel castello accusatorio nato, come si vuol far credere, da una banale ispezione fiscale. Sibillinamente si disse e scrisse, che fossero state addirittura pagate delle tangenti “ma che nessuna indagine ha mai tentato di chiarire dove sia andato a finire quel fiume di denaro”. Facendo così automaticamente intendere che gli inquirenti non abbiano svolto con zelo il proprio lavoro e che le tangenti fossero state affatto pagate! Nel simpatico racconto che ho riletto ieri sorseggiando un forse troppo zuccherato the freddo, pare che tutti sapessero, e da tempo, quanto avvenisse all’interno delle Sud-Est. Pare lo sapessero gli organi di controllo aziendali, il fisco, il ministero, i sindacati. Tuttavia nessuno pare avesse mai sollevato la mano per denunciare il malaffare. Ma per fortuna, a quanto scrive l’autore del libro, alcuni soggetti che si firmavano “cavalieri dell’apocalisse” decisero di inviare agli organi inquirenti anche alcune visure camerali su aziende coinvolte nelle “scorribande” a dimostrazione, continua l’autore, che qualcuno sapeva benissimo cosa stesse accadendo all’ombra dei treni pugliesi. Ma allora se davvero tutti sapevano perché la Magistratura non ha sentito il giornalista che ha fatto lo scoop, e quindi denunciare tutti quanti? Compreso il Ministro dei Trasporti dell’epoca? Perché fermarsi ai “pesci piccoli” e non colpire invece la mente, la “cupola”? Ma poi ho pensato che se la Magistratura non si era mossa voleva dire che si trattava di accuse infondate, e che quindi sono servite all’epoca solo ad aumentare nell’opinione pubblica quel giusto grado di patos tanto utile alla vendita del giornale, buttando quel maleodorante sottoprodotto nel ventilatore ed agevolando così l’avvento di quella classe commissariale della quale (pessima) gestione, il giornalista-scrittore ad un certo punto, non si sa perché, si è ben guardato di scrivere. E nonostante i danni che ormai è ormai risaputo che solo un “professore” può fare. Ma tanto a scrivere male dei nemici che si rischia? In Italia infatti tutti possono dire male di tutti senza problemi. Lo abbiamo recentemente visto anche in casi molto più eclatanti. È la libertà di stampa bellezza! Ma mi pare, per ciò che ho recentemente scoperto in ordine ai prezzi doppi praticati dai produttori svizzeri, che almeno uno di questi sedicenti cavalieri dell’apocalisse … fosse proprio quella StadlerBussanang citata a pagina 21 nel libro, che nel 2005, nonostante fosse stata invitata dalla direzione delle FSE ad offrire i propri prodotti, preferì opporre furbescamente un diniego allo scopo di evitare di ribassare i propri prezzi di listino. E magari di fronte alla minaccia rappresentata dai nuovi e più economici treni polacchi (i treni d’oro…) era arrivato il momento di fare intervenire la biblica cavalleria che hanno in effetti portato al sistema trasportistico pugliese, e non solo metaforicamente, morte, fame, guerra e conquista.

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