Giustizia in tenda e processi rinviati a non si sa quando!

Posted on by Lucio Marengo
Riceviamo e pubblichiamo
Leggiamo stamani sulla stampa locale dei processi in odore di prescrizione per ragioni varie una è quella del rischio crollo del palazzo di giustizia l’altra come spesso capita è dovuta alla debolezza delle accuse e alla mancanza di prove certe.
Forse  non si sapeva e già da 15 anni che il palazzo era stato costruito male? e adesso sembra di capire che  si voglia bloccare la prescrizione per 5 anni per costruirne uno nuovo? Ma stiamo parlando di giustizia moderna o del medioevo?
Nell’articolo è stato fatto  un lungo elenco di quelli che a suo dire sarebbe i processi eccellenti a rischio di prescrizione.
Cioè quelli sui quali i media soprattutto hanno negli ultimi anni hanno  scritto” fungendo da grancassa a livello nazionale.
Al solito si fa riferimento ai treni di … piombo (visto che la cassazione ha decretato – ma il giornalista non lo dice – che i treni delle FSE non erano d’oro perché costavano meno degli altri e comunque rispettavano i parametri del prezzo di gara).
Il bravo giornalista ovviamente non ha inteso riportare la sentenza della Cassazione perché avrebbe significato forse rischiato contraddizioni.
Nell’odierno articolo si dimentica di ricordare quanti poveri cristi, quelli fuori dalle luci della ribalta, quelli non seguiti dalle boutique legali, in attesa di giudizio e quindi ancora detenuti nelle patrie galere, il cui processo è stato spostato sine die ad altra data. quale non si sa.
Chi ha combinato il pasticcio delle FSE e che ha condannato frotte di pendolari a subire il caldo africano (visto che non solo i treni hanno il climatizzatore rotto ma anche i pullman) è al Nord Italia al sicuro nelle braccia di una azienda molto famosa e molto chiacchierata per gli extra comunitari che “affitta a tempo” per costruire le lussuose imbarcazioni (anche FSE fa così).
L’ex pluricondannato dalla corte dei conti che ha combinato il pasticcio delle FSE raccontando a tutti che lui la avrebbe risanata e che non era fallita, se la gode, come se la godeva quando spadroneggiava in FSE nel suo anno di drammatico (finto) salvataggio della azienda PRIVATA Ferrovie del Sud Est di proprietà oggi dello Stato italiano. La penosa vicenda della Sud Est  è stata sviscerata con il telecomando per nascondere interessanti verità taciute. Crediamo nella Giustizia, ma i tanti lati oscuri di questa azienda andrebbero chiariti conoscendo i padrini di questa telenovela architettata ad arte. Sarebbe interessante sapere e capire chi ha nominato i vari manager, chi aveva il diritto dovere di controllare e non lo ha fatto, a livello di azienda e politico soprattutto perchè nessuno lo ha detto, ma noi supponiamo che ci siano anche responsabilità regionali delle quali non si è affatto parlato.  Ora il palazzo della Giustizia penale è a rischio crollo ragione per cui tutti i processi o quasi saranno rinviati, ci sono personaggi costretti in casa fino a chissà quando, ma questo  a questa strana giustizia poco importa.
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