La libertà di stampa è un presidio democratico irrinunciabile

Posted on by Lucio Marengo

Nota del consigliere regionale di Sinistra Italiana/Liberi E Uguali, Mino Borraccino.
“Libertà di stampa? Trasparenza? Macché…Il progetto di riforma dell’editoria targato Lega – M5S sottrae risorse preziose alla carta stampata. Lo scopo di Lega e M5S sembra essere bloccare le critiche scritte, togliere aria ai giornali: Meglio il tumulto dei messaggi che passano attraverso i “social”: più brevi, più diretti, più facili, più accattivanti, più utili per aumentare i voti.
A mettere in atto questo disegno oscurantista e autoritario è stato chiamato Vito Crimi (M5S), attuale sottosegretario all’editoria, d’intesa con il vero leader del movimento anti stampa sulla solida scia di Beppe Grillo, e cioè Luigi Di Maio. Il Presidente Mattarella, avveduto custode dei princìpi democratici, ha affermato recentemente: ‘Una stampa credibile, sgombra da condizionamenti di poteri pubblici e privati, società editrici capaci di sostenere lo sforzo dell’innovazione e dell’allargamento della fruizione dei contenuti giornalistici attraverso i nuovi mezzi, sono strumenti importanti a tutela della democrazia. Questa consapevolezza deve saper guidare l’azione delle Istituzioni’.
Ma sarà ascoltato? C’è da temere, purtroppo, che Lega e M5S, non sopportando le critiche dei giornali e non potendole evitare, stiano decidendo di metterli in difficoltà. Se poi, insieme a testate storiche, si perdono anche posti di lavoro, poco importa. Le persone licenziate si rifaranno col reddito di cittadinanza.
A meno che…(“a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca” – diceva un illustre esponente della prima Repubblica) il colloquio di Arcore fra Berlusconi e Salvini non abbia prodotto uno scambio indecente: ammorbidire la riforma dell’editoria nella parte dei tetti pubblicitari (che colpirebbe direttamente Berlusconi e le sue tv con una perdita di circa 750 milioni di euro l’anno) e, in cambio, ottenere il voto favorevole di Forza Italia in commissione di vigilanza, per la nomina di Marcello Foa a presidente della Rai, non eletto in prima battuta proprio per il no degli azzurri. Staremo a vedere”.

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