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Ferrovie Sud Est,pensar male si fa peccato, però spesso si indovina

Ferrovie Sud Est, pensar male si fa peccato però spesso si indovina

Tanto tempo fa, leggendo quanto stava accadendo alle Ferrovie del Sud Est, avevo capito che gatta ci covava. Tutto quel polverone, a parer mio, nascondeva qualcosa di altro. Di più grosso. Avevo infatti intuito che l’obiettivo fosse la rimozione forzata di Fiorillo che da troppi anni governava quella società. Ma avevo anche ben compreso che la Regione, nella persona dell’assessore Minervini, dopo la batosta subita da FSE al Consiglio di Stato, non intendesse adeguare il canone di servizio ai valori correnti. Stiamo parlando di quasi 100 milioni. Ben si è prestata allora la vicenda dei treni d’oro e tutta la gran cassa dei media che hanno iniziato il bombardamento. Addirittura, un quotidiano, al solito giustizialista, si era spinto fino ad affermare che 1 treno (uno) fu pagato dalle FSE 22,5 milioni (mentre erano 25 carrozze…). Poi sappiamo come è andata a finire. La Cassazione per diverse volte è intervenuta sul caso sostenendo che non vi fosse stata truffa, che la società non essendo di diritto pubblico non doveva sottostare agli appalti pubblici, che una gran parte degli indagati non era colpevole, e così via. O almeno, non vi erano le prove per sostenerlo. Lo abbiamo detto tante volte e fuori dal coro, unici nel panorama desolante di una informazione a senso unico. Inutile qui ricordare i miei trascorsi quando all’epoca ebbi la dabbenaggine di fare esplodere il caso dei Monopoli di Stato o la missione Arcobaleno, il cui risultato fu il mio allontanamento dalla stanza dei bottoni. Nel caso di FSE, la Regione Puglia, dopo avere cancellato i finanziamenti per la installazione sulla rete (che è di sua proprietà e della quale se ne è sempre fregata…) dei sistemi di sicurezza (scmt) ha pensato bene di sospendere anche il pagamento del canone mensile di fatto affamandola. Senza soldi, FSE non poteva più muoversi. Neanche provvedere alla gestione corrente. E perciò senza alcuna possibilità di far fronte al servizio di trasporto, figurarsi se FSE aveva la possibilità di manutenere gli impianti di condizionamento dell’aria. Allora data la situazione, ecco che il Ministro mandare i commissari (gli stessi che negli anni avevano firmato senza fiatare i bilanci della società di via Amendola) che regalano a Ferrovie dello Stato ciò che rimaneva di FSE convinti come erano che mamma FS avrebbe sistemato tutto. I sindacati si sbracciavano nel salutare il nuovo corso e la Regione si sfregava le mani avendo fatto il capolavoro di cacciare Fiorillo, risparmiare 100 milioni e passare la patata bollente alla romana Ferrovie dello Stato della quale oggi nessuno pare più ricordare gli scandali che hanno costellato la sua esistenza. Qualche giorno fa abbiamo visto la summa di questa azione. La Regione, in un sussulto di correttezza, ha applicato la seconda sanzione a FSE da 7 milioni che aggiunta alla precedente, comporta per FSE un extra onere da 15 milioni di euro. Una botta tremenda difficile da assorbire tanto che i sindacati sono disorientati da quanto stia succedendo alla FSE sia per quanto è successo con la questione dei binari troppo alti (per cui i lavori dovranno essere rifatti) sia per quanto riguarda i sistemi di condizionamento dell’aria. I treni viaggiano al gelo «una situazione particolarmente difficile a cui si sommano numerose questioni di natura sindacale, la carenza di personale, le condizioni dei mezzi ormai molto usurati e le anomalie in busta paga. I lavoratori sono già in stato di agitazione senza che vi siano state aperture da parte delle Ferrovie del Sud Est». Da quanto sta succedendo, ci chiediamo se siano stati messi in galera i veri colpevoli di questa situazione o se invece i responsabili di una tale disgrazia, siano ben nascosti all’interno della piramide che è poi la nuova sede regionale.

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