L’ipotetico fallimento delle Ferrovie del Sud Est

Posted on by Lucio Marengo
Abbiamo scritto tante volte dei nostri dubbi connessi alla vicenda delle FSE che qualcuno ha voluto fare fallire dopo avere montato una indegna campagna di stampa. Di sicuro, almeno all’inizio, l’obiettivo non era il fallimento, nè la cessione gratuita alle Ferrovie dello Stato. Occorre dire che il contratto di servizio su gomma delle FSE era ormai a scadenza, e i suoi diretti competitor locali si erano armati di tutto punto per fare il blitz e prendersi a due lire il ramo d’azienda delle FSE che è molto redditizio. Molto di piĂą di quello su ferro. Ma c’era un ostacolo sul cammino di questi pretendenti, che non certo a passo di … Lumaca, stavano scalando FSE, e che era rappresentato dal debito che la Regione aveva maturato nei confronti di FSE. Infatti il Consiglio di Stato, aveva confermato che FSE avesse diritto al riconoscimento di circa 140 milioni di euro per effetto del ricalcolo della inflazione fino al 2008, dopo un estenuante contenzioso al TAR regionale e dopo molti tavoli tra FSE e Regione nell’ultimo dei quali si stabilì di comune accordo che se FSE avesse rinunciato alla metĂ  del suo avere, la Regione le avrebbe concesso un prolungamento del contratto di servizio di quasi sette anni, per un controvalore di 1 miliardo e passa di euro. Un miliardo, non noccioline.. Dopo avere sentito il ministero, la avvocatura di Stato, i revisori e sindaci, ovviamente tutti d’accordo, ecco che la riduzione a bilancio dei 70 milioni transati, viene compensata dalla plusvalenza rappresentata dai maggiori utili derivanti dall’allineamento del contratto alla nuova scadenza del 2021. I sindaci nella relazione al bilancio 2013 avevano benedetto la manovra così come il ministero (Mautone e Digiambattista) che di FSE era il proprietario. Invece nella relazione della Deloitte, che ha affossato FSE, questa manovra viene però bocciata. Sul punto Fu detto che Fiorillo avesse iscritto a bilancio fanfaluche. Addirittura, ed è questo il capolavoro, quegli stessi sindaci e funzionari ministeriali che avevano approvato quella manovra, nella relazione al bilancio 2015 (anno in cui FSE va in default), rinnegando le loro precedenti assunzioni, parlano di una “ipotetica realizzazione di maggiori ricavi” rinvenienti dalla transazione. In parole povere, contestando la validitĂ  di quella posta di bilancio, su sollecitazione della Deloitte (Calvello, poi assunto quale direttore finanziario di FSE…) si crea un buco di quasi cento milioni. Cento! E FSE fallisce. Parrebbe tutto finito. Ma non è così. PerchĂ© se la transazione con la Regione non si è potuta realizzare, significa che la Regione deve ancora dare quegli stessi cento milioni a FSE. Anche nelle sue osservazioni l’ex commissario Viero si accorge del fatto, ma tuttavia nulla fa per recuperare quelle somme. PerchĂ©? Ha avuto ordini in tal senso? Gli è stato detto chi perseguire e chi no?
Risultato di questa distrazione ovvero, di questa follia manageriale è che quei 100 milioni che ancora ballano, sono restati sulla schiena dei poveri creditori. Basta leggere i bilanci pubblici e le relazioni dei sindaci 2013/2014/2015 per rendersi conto della truffa perpretata in danno dei creditori. E adesso che succederà? Qualcuno di buona volontà si renderà finalmente conto delle “ipotetiche” accuse solo a quel manipolo di dirigenti avvocati e imprenditori che sono imputati per un reato che non c’è (la bancarotta) mentre moltissimi altri, tra i quali i sindaci, le banche, i funzionari della Regione e del Ministero (e tanti altri fornitori) sono passati indenni? Ma che razza di indagini sono state fatte e quando la magistratura si renderà conto del grande inganno? Ipoteticamente
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