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La maledizione del servizio dei trasporti a Bari e non solo

Riceviamo e pubblichiamo 

Ci deve essere una sorta di maledizione a Bari per quanto riguarda i trasporti. Non c’è una azienda che si occupi di trasporto locale, che non abbia o non abbia avuto problemi anche seri. In testa alla classifica c’è naturalmente Ferrovie del Sud Est affondata da quell’errato ed orrido parere legale della Deloitte («… nello specifico, i principi che appaiano costantemente disattesi dal modus operandi della Società FSE sono i principi cardine su cui si basa la corretta selezione del contraente nel settore pubblico»). Infatti FSE è una srl di diritto privato! A quanto pare è stato più comodo basare le accuse di bancarotta di FSE su quel parere e non su Cassazione. 

Vi è stato poi il caso della parentopoli alle Ferrovie Apulo Lucane che è costato il posto al direttore generale Colamussi ove venivano piazzati parenti ed amici e dove taluni fornitori godevano di corsie preferenziali. Nel suo articolo, Antonio Loconte fa il lunghissimo elenco che include anche le aziende esterne alle quali vengono affidati incarichi diretti. Aziende nelle quali lavora gente imparentata con pezzi più o meno grossi delle Ferrovie Apulo Lucane «iniziamo dalla Mafer, fornitore esclusivo per le FAL da 30 anni di materiale ferroviario (ricambi di vario genere). In regime di assoluto monopolo, può permettersi di applicare i prezzi che vuole. Le FAL azienda pubblica, lo ricordiamo – non hanno mai sentito la necessità di chiedere preventivi alla concorrenza. Nando Bucarella è il titolare. È cresciuto proprio nelle FAL (essendo stato anche fornitore delle Ferrovie Sud Est mediante il padre che ci lavorava)». Le FAL hanno anche recentemente acquistato ulteriori 4 treni dalla svizzera Stadler alla modica cifra di 6 milioni l’uno (e poi qualcuno parla ancora dei treni d’oro delle FSE quando sono costati la metà).Poi c’è la Amtab contro la quale la Procura ha chiuso le indagini su alcuni episodi di cattiva gestione. Al centro dell’inchiesta, presunte mazzette dietro alcune procedure per gli appalti sulla manutenzione dei mezzi e fatture per pezzi di ricambio (come fossero nuovi) forniti per i lavori di manutenzione. Ma in Amtab vi è anche il caso della dissipazione di fondi comunali afferenti all’acquisto di 8 filobus mai entrati in servizio, oltre alle spese per la creazione della rete elettrica aerea, da tempo in disuso, che è piombata ieri sull’asfalto più o meno all’altezza di piazza Luigi di Savoia mandando in tilt il traffico. E che dire del caso dell’ADP. Un appalto per la manutenzione dei mezzi aeroportuali da 431mila euro, diventati poi oltre il triplo. Una lettera anonima, molto precisa e circostanziata ha portato l’Anticorruzione a scoprire che la ditta vincitrice è la stessa già coinvolta nell’indagine sull’Amtab di Bari, che avrebbe assunto i figli di due dipendenti di Aeroporti di Puglia e dove un secondo bando conterrebbe clausole «sartoriali» per garantire l’aggiudicazione alla solita ditta. Come si vede le indagini sono tante ma solo in alcuni casi si è arrivati a processo. Come se vi fosse una regia occulta a decidere del destino di questa o di quella azienda. La legge ci pare venga utilizzata (piegata) a favore del potente di turno, quasi che vi fosse la volontà (politica) di mettere le mani sull’intero sistema di trasporto locale. Con risultati però davvero deludenti. E i consulenti o i legali di turno, come quelli che sono stati assunti in una logica “do ut des”, li troviamo poi ricoprire ruoli apicali e sensibilissimi quale è ad esempio la posizione della direzione finanziaria. Si parla tanto di gare ad evidenza pubblica come se la partecipazione alle gare servisse ad eliminare ogni possibile azione corruttiva. Il caso Consip ha insegnato al mondo intero che siamo molto lontani. E Bari ci pare non si sottragga dalle stesse logiche spartitorie.

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