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Ferrovie del Sud Est: come hanno potuto?

Riceviamo e pubblichiamo.

Sulla base di quanto abbiamo iniziato a raccontare con i nostri precedenti articoli, leggendo le carte dei bilanci pubblici di FSE e delle relazioni allegate, si delinea con sempre maggiore chiarezza un quadro d’insieme di quello che é successo. Un intreccio di interessi politici, economici, imprenditoriali locali che si sono saldati per approfittare della ‘debolezza’ del precedente amministratore ed imporgli di uscire di scena…, nonostante le sua azioni risultassero sempre preventivamente concordate ed approvate dal socio Ministero e validate dai validi membri del collegio sindacale. Perché Fiorillo abbia accettato tutto questo resta ancora un mistero. Perché abbia ‘graziosamente’ omaggiato la regione Puglia di più della metà del debito, resta anch’esso un mistero. Ma prima o poi qualcuno o qualcosa ce lo farà capire, se é stata solo una lotta interna tra diverse correnti partitiche o se ad esse si é aggiunta una più prosaica contaminazione di interessi affaristici. Una cosa ci é chiara, però, da subito. Come fa ad essere falso un bilancio in cui é descritto tutto chiaramente ed altrettanto chiaramente Sindaci e soprattutto il Socio si dichiarano consapevoli e consenzienti?Sarebbe un bilancio consapevolmente falsificato da Socio, Amministratore e Sindaci. Ma é possibile che il Socio MIT ed i Sindaci, magistrati della Corte dei Conti ed alti dirigenti del MEF e del MIT, possano mettersi d’accordo per falsificare per oltre dieci anni (dal 2004 al 2014) i bilanci di una loro società. E perché dovrebbero averlo fatto o consentito? Torniamo, quindi, all’interrogativo di prima. Dicono i PM, e prima di loro la Deloitte e Viero che i bilanci di FSE dell’epoca indicata fossero falsi e di questa falsificazione ne é unico responsabile, tra gli organi della società, il solo Fiorillo. Erano falsi nei confronti di chi, allora, dovendo escludere, per quanto scoperto leggendo le carte, sia il Socio unico che i Sindaci? Non essendo FSE una società quotata non c’erano investitori da ingannare o fuorviare. Restano allora i creditori. Ma questi si sentivano (ed erano) tutelati non solo dalla autorevolezza del socio unico (il MIT, cioè lo Stato, che approvava ogni anno un bilancio in leggero utile, addirittura), ma dalla stessa banca tesoriera che ha sempre affermato che FSE non correva rischio alcuno di insolvenza. Né ci risulta che, almeno fino all’avvento di Viero, fossero mai state presentate contro FSE istanze di fallimento. E poi, se lo Stato-MIT approvava senza eccezioni o condizioni i bilanci, certo non avrebbe mai potuto far mancare il proprio intervento, in caso di effettiva necessità patrimoniale per una sua società, a tutela dei suoi ‘cittadini’ creditori che si erano fidati di una Società dello Stato. Che se poi il Socio MIT si fosse accorto che il suo amministratore avesse errato nella gestione degli affari, avrebbe ben potuto chiarire e regolare ogni questione all’interno del rapporto organico-fiduciario tra assemblea societaria ed organo di amministrazione, senza coinvolgere gli incolpevoli creditori. Ed allora?Se il Socio ed il Collegio sindacale hanno sempre approvato l’attività dell’AU ed il progetto di bilancio da lui presentato, con la pedissequa e minuziosa descrizione di quanto accaduto e di come venivano appostati il dare e l’avere della società, perché l’imputazione di bancarotta ha colpito solo lui e non anche il socio MIT ed i Sindaci? Se erano tutti d’accordo e consenzienti in maniera espressa e formale, come risulta dalla documentazione ufficiale, perché né il Ministero (presente, nella nuova governance societaria, con il suo neodirettore MAUTONE) né i Sindaci dell’epoca Fiorillo, ancora in carica all’arrivo di Viero e per tutto il 2016, non hanno speso una sola parola al riguardo? Altro mistero. Come hanno potuto i Sindaci dell’epoca Fiorillo firmare il bilancio del 2015, che ha fatto a pezzi anche il loro operato, espresso nelle relazioni favorevoli da loro prodotte anche per gli esercizi precedenti? Hanno provato almeno imbarazzo? O hanno accettato in silenzio le censure della onnipresente DELOITTE quando si parla di “pubblico” e si sono cosparsi il capo di cenere, riconoscendo la propria incompetenza, senza riportarne conseguenze? Ed i direttori del MIT che dal 2004 al 2014 hanno tutto avallato e approvato? Anche loro si sono dichiarati inadeguati e incompetenti, pur di restarne fuori? Ed a MAUTONE, che dopo aver approvato i bilanci di Fiorillo, era stato inviato in FSE come vice di Viero, nessuno ha chiesto niente? Possibile? E nulla al navigato direttore del MIT é venuto da dire a difesa delle precedenti scelte sue e del Ministero di cui era rappresentante? Silenzio omertoso o che? Ed ancora. Se il credito non riscosso dalla regione non poteva essere appostato, come fatto nel bilancio 2013, perché NESSUNO si è attivato per recuperarlo nei confronti della stessa regione? Perché in sede concorsuale non si è agito per revocare la ‘improvvida’ transazione realizzata da Fiorillo visto che, mandata a monte la soluzione concordata tra REGIONE PUGLIA e MIT, il tutto si era trasformato in una indebita regalia alle casse regionali?Perché nessuno ha mai informato i creditori sociali? Il Socio MIT, come imprenditore di FSE, non aveva alcun obbligo? Poteva tranquillamente tacere e scaricare sugli incolpevoli creditori il presunto danno? O piuttosto non avrebbe dovuto esserci alcun danno per i creditori sociali, visto che l’escamotage del concordato é stato adottato solo dopo la cessione, gratis, della società alle Ferrovie dello Stato? Ed in effetti, risulta oggettivamente, che i creditori di FSE siano stati danneggiati pesantemente solo dal concordato, visto che, come raccontato in altri articoli, le Ferrovie dello Stato non hanno onorato gli impegni assunti col ministro DELRIO, nel rilevare la società Chissà se si vorrà fare luce su questa incomprensibile storiaccia brutta. E soprattutto una domanda ancora: perché di tutto questo non si è mai chiesta alcuna spiegazione né a FIORILLO, né a DIGIAMBATTISTA, né a MAUTONE, né a tutti i SINDACI, né al GOVERNATORE, né all’ASSESSORE REGIONALE? A nessuno degli attori in campo é stato chiesto nulla. Nessuna domanda e tutti zitti. Possiamo sperare che almeno le difese degli imputati aiutino a ristabilire la verità, chiedendo tutto quello che, chissà perché, finora mai nessuno ha mai chiesto e che, in verità, neppure l’ex amministratore ha mai voluto spiegare. Nel frattempo, sono state frantumate diverse vite di soggetti incolpevoli e delle loro famiglie e si sono già prodotti gravi danni alla salute psicofisica di chi nessuna veste né responsabilità ha mai avuto riguardo a quanto stiamo scoprendo e raccontando. Ma presto arriverà il momento delredde rationeme saranno chiamati a rispondere di tutti i danni provocati coloro che hanno dato causa ed incauta voce a tutta questa falsificazione, tacendo dolosamente ciò che ‘non potevano non conoscere’ed anzi, raccontando una verità di comodo, non importa se per codardia o per timore di non compiacere a qualcuno. Per i nostri lettori, nell’attesa di un prossimo aggiornamento, una domanda: da tutta questa vicenda, chi ne ha tratto indiscutibilmente i maggiori vantaggi?

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