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I rottami delle Ferrovie dello Stato alle ferrovie del Sud Est

Riceviamo e pubblichiamo con l’assunzione di eventuali responsabilità

Qualcuno è stato arrestato perché i moderni treni polacchi sarebbero d’oro, mentre chi noleggia patacche è considerato il salvatore della Patria. Ci riferiamo al fatto che FSE abbia a noleggio ben 31 littorine ALN 668 a nafta anteguerra, che Ferrovie dello Stato aveva in un primo momento avviato alla demolizione ma che invece sono state rimesse in servizio, tanto per lucrare ancora un po’, dopo avere fatto pagare la acquisizione di FSE ai fornitori. La somma che FSE corrisponde alla sua controllante FS per questi rottami è di circa 500 euro al giorno cadauna per un costo annuo di quasi 6 milioni euro. Se non è dissipazione questa allora di cosa parliamo? Se le Sud Est spendono quelle somme nessuno ha niente da dire? Nessuno ha niente da dire a proposito del fatto che proprio uno di questi “cadaveri” ha causato l’incidente ferroviario di Galugnano del 13 giugno di due anni fa, per cui i vertici di FSE (Luigi Albanese e Luigi Curci) sono stati rinviati ieri a giudizio con l’accusa di disastro ferroviario colposo? Anche il povero macchinista Rosato è imputato nonostante il fatto che guidasse un catorcio alla cui condotta non era stato manco istruito. Della serie che il disastro del 2007 causato dalla assenza di personale specializzato e dagli estintori vuoti della Thyssen Krupp non sia servito a niente. Al comando di FSE all’epoca c’era il leghista Mentasti che però non è stato neanche scalfito dalla indagine della Procura e della Digifema che ha sanzionato «la inapplicazione, da parte di Ferrovie del Sud Est e Servizi Automobilistici Srl, delle disposizioni contenute nel D.lgs. 112/2015 e nel Decreto MIT 05/08/2016 relativamente all’implementazione del Sistema di Gestione della Sicurezza, con particolare riguardo alla gestione dei rischi legati alla regolazione della circolazione ferroviaria in condizioni degradate, nonché alla formazione ed al mantenimento delle competenze del personale impegnato in attività di sicurezza». Ebbene qualcuno venne arrestato dicevamo, per i treni d’oro che la stampa aveva definito “rottami polacchi” che in effetti lo sono diventati (lo dice la Regione) per effetto delle mancate revisioni. Da quanto riportato nella relazione dello scorso 8 marzo ai commissari giudiziali, le FSE avrebbero iniziato, si legge alla pagina 3, gli interventi di manutenzione ciclica sui treni polacchi presso l’impianto di Foggia di Trenitalia, attivando due linee a cura di Trenitalia e l’altra a cura di Pesa. Da informazioni raccolte all’interno della società FSE risulta invece che solo due ATR su 27 siano effettivamente arrivati a Foggia ma che gli interventi si riferiscono solo a qualche attività di pellicolatura e pulizia, interventi da qualche migliaio di euro solo per dare alla Regione la parvenza che “qualcosa sia stato fatto” … A FS conviene infatti tenere fermi i treni polacchi e far camminare le vecchie littorine perché costano poco o niente di manutenzione e in più si incassano soldi per il noleggio. Lo scandalo delle Ferrovie del Sud Est è questo e nessuno pare rendersene conto tutti obnubilati dalla cortina fumogena creata ad arte della bancarotta. A quando il prossimo incidente?

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