Aiuti alle banche: il caso Italia mentre i terremotati attendono inutilmente

Posted on by Lucio Marengo

È appena iniziata la battaglia in Parlamento contro quella che ci pare essere una vigliaccata nei confronti dei contribuenti e dei tanti risparmiatori che hanno perso tutto o quasi affidando i propri risparmi al sistema bancario italiano. Ci riferiamo ovviamente alla legge sul salvataggio delle banche in discussione oggi alla Camera contro la quale si sono schierati il M5S e il governatore Emiliano che ha anche indirizzatouna lettera di raccomandazioni al Parlamento nella quale egli sostiene che il conto salato del salvataggio lo pagheranno i cittadini italiani e non sarà perciò recuperabile. Insomma un danno enorme provocato a quanto pare dal combinato disposto della collusione tra imprenditoria d’assalto e dall’inefficacia dei controlli di quella Banca d’Italia, i cui soci paradossalmente sono le banche stesse, definito da più parti un ente del tutto inutile tanto sono stati deludenti ed inefficaci gli strumenti di cui la banca si è voluta dotare per contrastare la mala finanza.In totale il buco che sì è venuto a creare all’ombra di “mamma Banca d’Italia ammonta a circa 130 miliardi di euro. Ricordiamo alcuni casi recenti: il banchiere Gianpiero Fiorani e il suo tentativo di mettere le mani su Antonveneta finito male, nonostante gli appoggi del governatore di Bankitalia Antonio Fazio (famosa l’intercettazione “ti bacerei in fronte“, esclamato dal banchiere dopo aver saputo del via libera di palazzo Koch alla scalata). Nelle motivazioni della sentenza della Cassazione che confermarono le pene per i furbetti del quartierino, i giudici della seconda sezione penale giudicarono l’ex governatore della Banca d’Italia un complice del banchiere Giampiero Fiorani. I giudici stigmatizzarono poi la “torbida commistione tra pubblico e privato” definendo Consorte, Sacchetti, Gnutti, Zunino e gli altri “adusi per buona parte a scorrerie e a illecite manovre speculative sui mercati finanziari e borsistici“. Giuseppe Mussari l’uomo nato nella Fgci e cresciuto nel Pds, maturato nei Ds, un tempo dalemiano di ferro, dal 2001 al 2006 presidente della stessa Fondazione e che poi si autonominò, con poca eleganza anche a detta dell’amico-ministro Visco, presidente della Banca. MPS comprò da Botin del Santander l’Antonveneta pagandola 17 miliardi. Si scoprirà poi, che Botin (Opus Dei) aveva comprato la banca per 6,6 miliardi di euro ricavando nel rivenderla nemmeno due mesi dopo a MPS,10 miliardi. Tra i più felici c’era Romano Prodi: «La cosa in sé della creazione del terzo gruppo bancario italiano è certamente da vedere con occhio positivo. Dal punto di vista strategico ne ho un’impressione positiva».Il buco di MPS ammonta a 30 miliardi. Gianni Zonin, per quasi vent’anni presidente della Banca Popolare di Vicenza, indagato per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza.La Banca Popolare di Vicenza chiude con un buco da quasi 2 miliardi.Sono 181,4 i milioni prestati – tra i 2013 e il 2015 – a Gianni Zonin e alle società in qualche modo riconducibili a lui e alla sua famiglia. Zonin si è subito disfatto di tutti i suoi beni personali regalandoli ai figli e oggi è nulla tenente. Vincenzo Consoli che ha guidato per vent’anni Veneto Banca con le sue cd. “azioni baciate”, quelle fatte acquistare ai soci prestando loro soldi della stessa banca. Il buco di BPVI e di Veneto Banca è di circa 7 miliardi.Pier Luigi Boschi vice presidente di banca Etruria e padre della ministra Maria Elena il quale avrebbe spiegato a un autorevole rappresentante del mondo bancario che l’indomani avrebbe parlato della questione della crisi di Etruria con la figlia e con il «presidente» in ordine al progetto di una fusione della banca da lui diretta con quella Veneto banca che di fatto era già tecnicamente fallita. Secondo il «Fatto», «il presidente» sarebbe l’allora premier, Matteo Renzi. L’elenco dei “banchieri così tanto sprovveduti” sarebbe ancora lungo, ma a ben vedere questi signori, a parte qualche finanziamento pro domo propria, in cosa sono colpevoli? La risposta è semplice. Hanno concesso soldi facili a chi non ne aveva diritto tanto è vero che le banche sono appunto fallite perché i loro clienti non sono stati in grado di restituire i prestiti. E allora occorrerebbe che si facessero i nomi di questi loschi figuri che continuano a fare come se nulla fosse la loro vita. Un esempio ci viene dalla Marcegaglia che ha un debito con il sistema bancario di 2 (due) miliardi o dallo “svizzero” De Benedetti che deve dare alle banche 600 milioni. Ma vi pare che un imprenditore “normale” così tanto indebitato possa addirittura arrivare ad acquistare l’Ilva di Taranto?Francamente ci pare tutta una pagliacciata e la cosa che più fa rabbia è che questi “banchieri” per mantenere il proprio status quo e i propri stipendi abbiano non solo venduto la propria anima al diavolo, ma che siano anche costati ai contribuenti italiani decine di miliardi mettendo in evidenza le loro collusioni e contiguità massoniche-politiche-relazionali. Gente messa lì solo per favorire i soliti “riccastri” concedendo loro l’impossibile a scapito dei piccoli imprenditori e delle famiglie che si vedono sfrattare dalla propria casa se sol non pagano una rata di Equitalia. È forse giustizia questa? Ci aspettiamo che qualcuno finalmente si prenda la briga di collegare il fallimento delle banche italiane – che come detto ci è costato la astronomica cifra di 130 miliardi – a coloro i quali hanno letteralmente rubato queste somme. I cavalieri coraggiosi che si ammantano del titolo di imprenditori che tutto sono meno che imprenditori. E sì perché quando tu non restituisci un debito nonostante tu abbia preso e nascosto i quattrini, allora sei un ladro! Un volgare ladro. Non crediamo sia difficile risolvere l’equazione fallimento banche uguale illecito arricchimento. Ci piacerebbe vedere al banco degli imputati non solo i vari Zonin o Mussari ma anche coloro i quali si sono presi gli affidamenti senza garanzie e che qualche volta siedono pure come presidente di Confindustria di chissà quale altra organizzazione lobbistica.Del resto Renzi è stato troppo impegnato a tessere la propria rete con le lobby economiche italiane e transnazionali oltre che imbonire quelli che pensano che giovane sia bello e buono. Renzi è il rappresentate migliore, il neo yuppie, campione di quella categoria di giovani e rampanti faccendieri che senza arte né parte stanno affollando il Parlamento mentre il paese quello vero, quello fatto da noi comuni mortali alle prese tutti i giorni coi conti da pagare, con le tasse che ci uccidono, con bambini non vaccinati che contagiano i nostri figli, con i terremotati lasciati andare alla deriva, con le nostre città invase da extracomunitari sporchi ed abbandonati per strada nel nome di un pateticoassistenzialismo in salsa neo cristiana di ritorno. Tanto chi se ne frega. E che dire di quel Delrio alla destra del … padre, che respirando a pieni polmoni il sentiment tanto caro alla sinistra dossettiana da anni ottanta, ostenta la sicurezza, la grandezza e la misericordia dei politici “veri”, annunciando che i porti resteranno aperti. E allora, emigranti di tutte le razze e risme, vagabondi e criminali di tutti i paesi del mondo, prego accomodatevi. Venghino, venghino signori in Italia a vedere come si distrugge un paese nel nome del signore. Delrio vi aspetta sui molli dei nostri porti (…del Sud) con un drink in mano!

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