Al cinema “Il figlio sospeso” di Egidio Termine

Posted on by Antonio Curci

Il 23 novembre uscirà nelle sale cinematografiche il film “Il figlio sospeso” per la regia di Egidio Termine con Paolo Briguglia, Gioia Spaziani, Aglaia Mora, prodotto e distribuito dalla MEDITERRANEA PRODUCTIONS di Angelo Bassi.

Il film affronta il tema della maternità surrogata senza entrare nel merito di questioni bioetiche o legali, ma piuttosto affrontando lo stato di sospensione del protagonista, Lauro, la cui sete di verità lo spinge ad un “viaggio” alla ricerca della sua identità. Senza essere un film di “denuncia”, “Il figlio sospeso” riesce a raccontare tutta la drammaticità legata alla pratica dell’utero in affitto.
Solo se conosciuta la verità rende liberi. Parte da questo assunto ‘Il figlio sospeso’, l’opera del regista siciliano Egidio Termine.
“È da questa famosa asserzione evangelica, che sono partito per affrontare, nel mio film, un argomento di forte attualità – ha dichiarato il regista siciliano. La maternità surrogata è una tematica attuale e quanto mai complessa dei nostri tempi che ha creato, e continua a creare, divisioni.  La sfida del film, invece, è quella di mettere tutti d’accordo, spostando il punto di vista da quello delle due madri, quella naturale (biologica) e quella culturale (sociale), a quello del figlio. La narrazione del film avviene attraverso tre piani di realtà: il presente e il passato, e quello immaginario, quindi surreale. Il presente è scandito dagli avvenimenti che coinvolgono il giovane protagonista Lauro, il cosiddetto viaggio dell’eroe; il passato è narrato attraverso i due punti di vista delle madri; il piano immaginario, che trova sede nella mente di Lauro , gioca un ruolo determinante nell’evoluzione del personaggio.  E’, infatti, in questa sfera surreale che si manifesta il desiderio intimo del protagonista di appropriarsi della propria identità attraverso la conoscenza della verità negatagli fin dall’infanzia. Ed è solo quando si approprierà della verità che diventerà un uomo libero, realizzando quel desiderio inconscio di cui non aveva fino a quel momento consapevolezza”.
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