All’Amedeo d’Aosta di Bari, la “Stanza di Elena” in ricordo di Elena Tedeschi

Posted on by Antonio Curci

Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta
Per quanto sembri incoerente e testarda, se cadi ti aspetta
E siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta
Tenersela stretta

Non è affatto facile accettare la morte, soprattutto quando essa strappa alla Vita una ragazza nel pieno divenire della sua esistenza. Mancare a tredici anni è un fatto inspiegabile e crudele. Non c’è logica! E’ puro mistero custodito nel cuore dell’infinito divenire della Vita.

Come petali di rosa che cadono lentamente e, leggeri, si lasciano trasportare dal vento, così i pensieri e sogni di Elena Tedeschi danzano nei cuori di quanti l’hanno amata e nutrono le speranze di tutti colori che le sono stati vicino nel breve viaggio della sua vita.

Elena ha lasciato un vuoto che i suoi compagni e i suoi docenti vogliono riempire con segni concreti e progetti che trasformino la narrazione di un dramma in un racconto con prospettive nuove.

E’ questo il senso della “Stanza di Elena”, un’aula dipinta d’azzurro all’interno della scuola, destinata ad ospitare laboratori e attività didattiche in memoria della cara alunna scomparsa.

Essa sarà inaugurata giovedì 17 maggio alle 10,00 dalla dirigente scolastica Marilena Abbatepaolo, dai familiari di Elena, dai docenti e dai compagni della 3H. All’evento parteciperà anche Paolo Commentale, autore e interprete di spettacoli per ragazzi.

Nell’occasione la classe presenterà Occhi d’Argento, un lavoro sul senso dell’amicizia, sui valori imprescindibili che salvano dal dolore e dalla morte. Il progetto aiuterà i ragazzi a comprendere l’opportunità e la necessità di interrogarsi sul loro mondo, sulla responsabilità della collettività ad accettare ed accogliere le differenze, ascoltando le voci di tutti per saperne cogliere le diverse sfumature.

L’attività si colloca nella più ampia iniziativa del Maggio all’Infanzia, quest’anno dedicata proprio a Elena e promossa dal Teatro Abeliano, Teatro Kismet e da La Casa di Pulcinella.

In memoria dell’alunna scomparsa, la scuola intende, inoltre, istituire una borsa di studio, che andrà agli alunni più meritevoli.

L’amore di Elena continuerà così ad abbracciare e accarezzare le ragazze e i ragazzi che negli anni frequenteranno la scuola. Il suo sorriso continuerà a riflettere sulle pareti e la sua voce riecheggerà per sempre in quelle stanze che l’hanno vista protagonista del suo tempo.

La morte resta un mistero, ma la Vita è un dono che vale la pena di essere vissuto.

Antonio Curci

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