Siamo alle solite: ai potenti si perdona tutto

Posted on by Lucio Marengo

Riceviamo e pubblichiamo

Ci riferiamo all’accusa di insider trading afferente alla conversazione di De Bendetti (proprietario del quotidiano La Repubblica) con il suo agente di cambio Bolengo. Il fascicolo è destinato a rimanere segreto perché il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, ha chiesto l’archiviazione dell’indagine. La storia è questa: De Benedetti ha ottenuto dall’amico Renzi, l’informazione che le banche popolari succhia sangue, quelle per intenderci che hanno annichilito migliaia di risparmiatori rubando loro i risparmi di una vita, si sarebbero salvate dal fallimento. Avendo avuto la notizia, De Benedetti ha immediatamente investito 5 milioni guadagnando in 24 ore 600mila euro. Quanto un operaio non guadagna in una vita. Ricordo che De Benedetti è titolare della tessera numero 1 del PD e che il suo gruppo mantiene un debito col Monte dei Paschi di oltre 600 milioni di euro. Pensate che il suo quotidiano la Repubblica ha dato notizia della assoluzione dell’ex presidente di Finmeccanica (che si fece 83 giorni di galera per avere venduto prodotti italiani agli indiani) è stata messa in 38esima pagina. Un trafiletto che nessuno ha letto, e di certo una cortesia verso una magistratura che ormai sta su Marte, visto l’andazzo che certe Procure hanno preso. In breve la registrazione della telefona di De Benedetti all’agente di cambio è la seguente:De Benedetti: Sono stato in Banca d’Italia l’altro giorno, hanno detto (incomprensibile) che è ancora tutto aperto.Bolengo: Sì,ehm, però adesso stanno andando avanti… comunque non è…De Benedetti: Faranno un provvedimento. Il governo farà un provvedimento sulle Popolari per tagliare la storia del voto capitario nei prossimi mesi… una o due settimane.Bolengo: Questo è molto buono perché c’è concentrazione nel settore. Ci sono troppe banche popolari. Sa, tutti citano il caso di Sondrio città di30 mila abitanti.De Benedetti: Quindi volevo capire una cosa (incomprensibile) salgono le Popolari?Bolengo: Sì su questo se passa un decreto fatto bene salgono.De Benedetti: Passa, ho parlato con Renzi ieri, passa.Bolengo: Se passa è buono, sarebbe da avere un basket sulle Popolari. Se vuole glielo faccio studiare, uno di quelli che potrebbe avere maggiore impatto e poi però bisognerebbe coprirlo con qualcosa.De Benedetti: Togliendo la Popolare di Vicenza.Bolengo: Sì.Non bisogna essere dei geni alla Ghekko di Wall Street per rendersi conto del piacere che Renzi ha fatto a De Benedetti dandogli quella informazione e poiché i favori si rendono, stante l’attuale legge sui finanziamenti ai partiti, chissà cosa si inventeranno per sdebitarsi. Fa venire i brividi l’idea che un partito che si professa di sinistra possa abbassarsi a tanto. Ma fa venire ancora più i brividi che uno possa andare in galera per avere rubato una mela, mentre ad uno come De Benedetti giri ancora a piede libero nonostante sia stato condannato definitivamente per falso in bilancio. I casi di mala giustizia dei quali per carità divina tacciamo i riferimenti gridano vendetta al cospetto di Dio. A quando finalmente una norma sulla responsabilità dei Giudici? Forse mai perché “chi tocca i fili”, muore… Come si fa ad archiviare un caso come questo di palese insider trading? Renzi non si vergogna? Anche se ormai sulla questione banche Renzi ci ha già dimostrato col caso Boschi, che lui fa quello che gli pare. La fantozziana quanto inutile commissione “Casini” sulle banche è la riprova che l’attuale governo (di cui Gentiloni è solo la controfigura) ha in testa solo una cosa: il potere. Che si conquista andando a letto con i ricchi di turno. E chi non fa parte del Camelot renziano in un modo o nell’altro, verrà consegnato nelle fauci di quella parte della magistratura che ha in mente non la giustizia ma la carriera. Politica si intende. E Casini ha già ottenuto da Renzi la propria certa candidatura…

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