Anche la pietra di Trani e quella leccese nell’app europea sul restauro residenziale presentata a Bari

Posted on by Antonio Curci

Concluso il progetto formativo per il recupero delle competenze degli operai specializzati nel restauro realizzato dal Formedil Puglia con gli enti formativi edili di Spagna, Francia, Germania, Belgio e Portogallo


Ci sono anche il tufo pugliese, la pietra leccese e quella di Trani nell’app in fase di realizzazione grazie a ‘Contruction Inheritance’, il progetto internazionale sviluppato dal Formedil Puglia assieme ai principali enti di formazione edile di Spagna, Francia, Germania, Belgio e Portogallo. L’app, che sarà sviluppata in sei lingue europee, è uno dei risultati ottenuti dal progetto, durato tre anni, le cui conclusioni sono state presentate nella sede del Formedil-Bari. Primo obiettivo del progetto è stato quello di recuperare e trasferire ai colleghi più giovani le conoscenze sul restauro residenziale degli operai specializzati vicini alla pensione; inoltre si sono individuate le modalità formative più idonee per trasmettere questo prezioso know how, utile per il recupero degli immobili in un contesto in cui si tende a ridurre sempre più il consumo di suolo in favore del recupero di quanto già costruito.

«Grazie a questo progetto è stato possibile realizzare un excursus tra le tecniche di recupero e restauro dei materiali tipici delle nazioni coinvolte, cominciando dalle prime fasi di approccio fino ad arrivare agli interventi di recupero finale delle strutture. Il risultato è un’app per smartphone – ha commentato Il presidente di Formedil Puglia e Formedil Taranto Fabio De Bartolomeo – che permetterà ad architetti e capi-cantiere di conoscere i diversi materiali e le modalità per il loro migliore utilizzo. Lo scambio di esperienze tra le diverse scuole coinvolte ha inoltre permesso di confrontare i diversi approcci alla formazione edile e ci ha confermato l’importanza di istituire percorsi professionalizzanti statali al termine della formazione obbligatoria, così come succede in altri Paesi. Se queste modalità fossero replicate in Italia si potrebbe, da un lato, arginare la dispersione scolastica e, dall’altro, fornire al mercato del lavoro figure specialistiche già formate».

«Giunge al termine un progetto in cui abbiamo creduto molto: formare operai che possano lavorare al recupero di vecchi immobili è oggi indispensabile – ha aggiunto Crescenzo Gallo, vicepresidente del Formedil Puglia – perché è necessario minimizzare il consumo di suolo. Il recupero degli immobili esistenti è un ambito sul quale puntiamo molto in Puglia e che ci permette di trasferire le conoscenze degli operai specializzati a quelli più giovani. Dei 43 mila operai edili che lavorano in Puglia solo 8 mila sono specializzati, 15 mila qualificati e 20 mila comuni. Il nostro obiettivo è invertire il rapporto tra gli operai comuni e specializzati; per questo auspichiamo che la Regione Puglia individui percorsi canalizzati per dare più risorse agli enti bilaterali per la formazione in edilizia».

Il progetto ‘Contruction Inheritance’ è stato articolato in meeting nazionali svoltisi nelle sedi dei partner di progetto, interviste a 30 esperti del settore e nella stesura delle linee guida alle tecniche di restauro, contenute nell’app. Le linee guida contengono l’analisi di sei casi di studio, uno per ognuno dei Paesi coinvolti: per l’Italia è stato scelto Palazzo Calò Carducci di Bari, oggetto di profondi interventi realizzati dall’Impresa Garibaldi che hanno permesso all’immobile di tornare agli antichi splendori.

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