Ancora Ferrovie del Sud Est: la BNL dice no allo scippo

Posted on by Lucio Marengo

Riceviamo e pubblichiamo

Avevamo già detto che le FS sono, ahinoi, subentrate nel capitale e dunque nella gestione della FSE, una volta nelle mani del Ministero dei Trasporti, senza un piano operativo se non quello di prendersela senza spendere un solo euro. Avevamo quindi stigmatizzato il comportamento del MIT che ha legalizzato questo scippo a favore di quella Ferrovia dello Stato che, nonostante gli ottimi risultati economici raggiunti grazie agli imponenti investimenti statali nell’alta capacità (e quindi soldi di noi tutti)pare proprio essere più interessata ad investire all’estero che garantire, come dovrebbe, il servizio universale nazionale anche nella nostra regione. Forse quelli di FS avevano sperato che la BNL se ne stesse buona buona a vedersi trattare come l’ultimo dei fornitori a cui appunto è stato riservato un trattamento ridicolo. Un pagamento cioè del 48,1% delle somme a credito che al netto dell’Iva e delle tasse e degli interessi passivi bancari pagati, si avvicina drammaticamente allo zero!Dicevamo dunque che BNL si è messa di traverso a quello che sembra un classico fallimento pilotato che qualsiasi bieco speculatore avrebbe di certo messo in atto. Ma in questo caso è stato attuato dallo Stato ovvero dalla società a controllo statale di Piazza dellaCroce Rossa,che pare stia utilizzando al solito, il ricatto dei posti di lavoro. Tanto è vero che il nordista Mentasti, ex manager tessile ed attuale addi FSE, ne parlerà con Emiliano per cercare appunto di “tessere” quella tela che ci pare tuttavia essere molto strappata.  Ci piacerebbe sapere cosa si diranno e soprattutto cosa potrà raccontare l’ex direttore dell’Agenzia di controllo del sistema socio-sanitario lombardo e come potrà giustificare che da quando c’è “lui” a gestire queste ferrovie tutto è andato in malora. Non si contano i furti di rame, i treni e i bus sono pochissimi-sporchissimi-lentissimi (tipo pubblicità dell’acqua Levissima al contrario…) l’elettrificazione è al palo, dei treni nuovi manco l’ombra, i bus pure, ancora molti passaggi a livello non funzionano, il Salento fuori dal radar. Ma soprattutto non si vedono quelle sinergie che il Ministro aveva esaltato, e forse solo per trovare una scusa al regalino. Il fatto poi che il tribunale abbia recentemente concesso a Mentasti di potere incassare la rata rinveniente dal contratto con la Regione, ci pare l’ennesima “sentenza ad aziendam” dato che quei soldi per legge pare che siano proprio di BNL e in questo modo sono stati invece distratti dalla eventuale massa fallimentare. Cosa ne abbiano poi fatto le FS di quei soldi è un mistero visto che il servizio è ridicolo e i social riportano quotidianamente dicondizioni di servizio subumane e tra l’altro, per quanto ne sappiamo, i fornitori continuano ad essere pagati molto male e col contagocce. Forse con quei soldi FS ha pagato i treni svizzeri da sette milioni l’uno. Insomma esattamente come prima. Anzi peggio di prima. Perché nel caso delle FSE non c’è davvero limite al peggio. Dicevamo che Emiliano avrà quindi oltre a quella dell’Ilva, anche la mela avvelenata in regalo dalla stregaFS ma speriamo non la mangi e finalmente batta i pugni su quel tavolo, dal quale ci pare che negli ultimi anni sia scandalosamente mancato e francamente il suo assessore Giannini non ci pare sia stato all’altezza del ruolo. Abbiamo detto tempo fa che sarebbe meglio che le FSE fallissero per non assistere più a questa ridicola farsa. E che i finanziamenti a pioggia statali ed europei previsti per le ferrovie del sud-est andassero dunque a nuovi soggetti anche stranieri perché davvero non se ne può più di assistere a questa ridicola “commedia all’italiana” che si sta trasformando ogni giorno che passa, in tragedia. La FS anche facilitata dal governo nazionale ha pensato bene di fondere a sé le scassate Sud Est? Bene. Allora se ne assuma la responsabilità. Se non vuole fallire (perché se fusione è stata allora sarebbe proprio la FS a fallire, o no?) bisogna che metta i soldi dentro quell’azienda che peraltro ha un valore almeno di 5 volte maggiore dei suoi debiti. E gli “scienziati” di FS lo sanno benissimo. Se dunque FS non vorrà andare prossimamente in Borsa dovendo dichiarare nella suaroad mapagli investitori nazionali ed esteri, che la controllata FSE è fallita, allora dovrà mettere mano al portafoglio. Ci pare infatti che la BNL, e non solo, sia molto determinata a tenere il punto, tra l’altro oltraggiata com’è da quel pagamento fatto dalla regione su un’altra banca tanto che da informazioni raccolte pare che nei bilanci di BNL i crediti nei confronti di FSE siano stati già portati a perdite. Quindi cosa rischia? Piuttosto del ridicolo 48,1% (chissà poi quello 0,1% appeso al 48 che senso esoterico ha …) è meglio piuttosto.

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