Ancora notizie su quanto è successo alle Ferrovie Sud Est (seconda parte)

Posted on by Lucio Marengo

Riceviamo e pubblichiamo

Continuiamo a ricevere notizie su quanto sia successo alle Ferrovie dl Sud est durante la gestione commissariale. Che a quanto pare non è stata affatto impeccabile, anzi. La professionalità dell’ex commissario Viero viene invero messa molto in discissione ancorché a quanto pare, sia stata celata ai media. Può anche darsi che i media non abbiano voluto approfondire, per ragioni di mera opportunità. Ora che Viero se ne è andato via dalle Fse, anzi pare sia stato “dimissionato” da Ferrovie dello Stato, iniziano a filtrare notizie sullo stato di decozione, vero o presunto. Insomma le Fse si trovavano o no in stato fallimentare? La cosa non è di poco conto.Scriveva Viero al Ministro: “Fse ha progressivamente smarrito la propria missione: il trasporto pubblico locale e il focus del suo core business: persone che hanno bisogno e diritto ad una mobilità efficiente…” e poi “E’ stato un lento depauperamento di patrimonio, prestazioni, competenze e credibilità di una azienda che conta 1300 dipendenti, che ha una gestione corrente di 150 milioni di euro, che gestisce investimenti per 100 milioni di euro l’anno, che attraverso decine e decine di fornitori capillarmente distribuiti sul territorio, rappresenta, ma potrebbe rappresentare assai di più, un volano importante per la creazione di ricchezza e occupazione”. Peccato però che il grande manager – del quale a Trieste e a Reggio Emilia ci si ricorda ancora tristemente di lui – non sia stato capace di far proprio niente, nessun investimento, nessuna ditta pagata. Nessun miglioramento o valorizzazione del trasporto. Viero ha solo creato e pilotato, ahinoi in accordo (combutta?) con Ferrovie dello Stato le nostre Fse verso il fallimento trascinando con sé centinaia di piccoli fornitori. Basta leggere la relazione della Banca francese Bnl per rendersi perfettamente conto, documenti ufficiali alla mano, che le Ferrovie del sud est non sarebbero dovute fallire. Non c’erano motivi. E questo Viero lo sapeva bene. E invece…. In quest’ultimo periodo leggendo la stampa, il web e i notiziari tv sembra di assistere ad una telenovela circa la verità del “caso” delle Ferrovie del Sud Est, e ci pare occorra che qualcuno faccia il punto della situazione, anche alla luce di nuovi fatti ed eventi che piano piano stanno emergendo dalle nebbie create artificialmente dal professore della Bocconi. Viero scriveva nella sua drammatica quanto strumentale relazione al Ministro che “treni in ritardo, autobus vetusti e inadeguati, passeggeri furibondi, fornitori non pagati, debito fuori controllo, ovviamente, il sintomo di una mala gestio che per anni si è protratta e alla quale si è deciso di porre rimedio…”. Come noto a novembre 2015 il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti con un blitz, aveva sostituito l’Amministratore Unico di Ferrovie del Sud Est (FSE), l’avv. Luigi Fiorillo, con una terna di Amministratori, a capo dei quali mette il prof. Andrea Viero, storico amico di Delrio ed ex amministratore della super indebitata Iren (già indagato dalla Procura di Parma per abuso di ufficio e due volte condannato dalla Corte dei Conti) e due vice: l’avv. Domenico Mariani, un professionista di Bari con alle spalle qualche esperienza nella gestione di aziende partecipate locali e il dr. Angelo Mautone, dirigente del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti con la qualifica di vice direttore del Trasporto Pubblico Locale e responsabile delle ferrovie in concessione e membro del consiglio di amministrazione delle ferrovie Appulo-Lucane (ndr. quella ferrovia famosa per lo scandalo parentopoli poi messo a tacere). Dans l’espace d’un matin i commissari così scrivono della situazione di Fse: “…già alla luce di una prima sommaria ricognizione, avrebbe assunto contorni prima preoccupanti, quindi realmente drammatici”. Sommaria ricognizione? Peccato che il commissario Mautone, il Ministero e i suoi responsabili e i revisori dei conti, guarda caso, nel corso dei 15 anni di vita della nuova società FSE s.r.l., non avevano mai riscontrato nulla di anomalo. Arriva Viero e tutto d’un colpo ci si accorge che la situazione è addirittura drammatica? Delle due l’una: o quando i bilanci delle Fse venivano approvati i responsabili ministeriali erano ubriachi oppure qualcun altro ha male interpretato i numeri che così troppo velocemente il super esperto nella creazione di debitorie aziendali, Viero, aveva raccattato alla bell’e meglio. La BNL in effetti ci dice che tutto era a posto. Che vi sono lettere e lettere da parte del Ministero che promettono alla banca creditrice che mai le Sud Est sarebbero fallite. E BNL conferma non solo i fidi in essere, ma promette anche di proseguire nel sostenere le Ferrovie. E nessuno in tanti anni ha mai contestato la bontà di quei famosi crediti di 180 milioni nei confronti della Regione e appostati a bilancio. Sembrerà paradossale ma a giugno del 2015 proprio quel Mautone e gli altri tanti soggetti, preposti ai controlli e alle verifiche, approvano il bilancio di FSE senza fare rilievi. Ma solo sei mesi dopo, a dicembre 2015, quel Mautone, quello stesso Mautone che aveva approvato il bilancio sei mesi prima, smentendo se stesso, ma ora nella sua nuova veste di vice commissario FSE, dichiara il disastro economico dell’azienda… e allora? Cosa dobbiamo pensare? Il fallimento delle Sud Est era oggettivamente motivato da fatti economici rilevanti oppure è stata un’azione in danno ai tanti creditori?

                                                                                                                 Lettera firmata

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