Aspettando Emiliano alle prossime regionali del 2020, ricorderemo le promesse non mantenute

Posted on by Lucio Marengo

Sono trascorsi 32 mesi dalla sua elezione plebiscitaria, quando stracciò i suoi fantomatici avversari, coinvolgendo nella sua maratona elettorale di migliaia di chilometri, anche noi con un gruppo di amici tra cui il sottoscritto che non era di sinistra, non lo è mai stato e mai lo sarà. Michele Emiliano ci sembrava al disopra delle parti, nemico degli inciuci, e delle porcherie. La gente di puglia lo votò con l’affetto e la fiducia che si doveva nei confronti di un magistrato in politica, anche perchè non c’erano candidati di spessore e quindimancava il termine di paragone. Da quel lontano 26 giugno del 2015 sono trascorsi 32 mesi, cioè più della metà della consigliatura e se ci volessimo esprimere con un voto politico sui contenuti del suo lavoro non supererebbe il 5. Si consideri che Michele Emiliano è stato eletto dopo dieci di governatorato di Nichy Vendola ovviamente di sinistra, e sinistro è stato il suo consuntivo visto e considerato che il neo governatore non ha ricevuto una buona eredità. Occupazione, come prima peggio di prima, sanità peggio di così non è possibile con gli ospedali apri e chiudi e con liste d’attesa bibliche, ed una delega dell’assessorato alla salute mai affidata a terzi avendola tenuta inspiegabilmente per se. In questi anni di governatorato Emiliano ha saputo tacitare la opposizione e qualche ostacolo lo ha trovato nella sua stessa maggioranza. Se il centro sinistra come è nelle previsioni dovesse perdere queste elezioni politiche del 4 marzo, Emiliano non potrà più sperare nel calore di tantissimi pugliesi che sono rimasti delusi, e noi stessi che conserviamo un lungo elenco di promesse non mantenute, tra cui la nostra malasanità che è peggiorata ed un numero imprecisato di agenzie che sono servite a sistemare senza concorsi i clienti della politica.

                                                                                                                                     Ogneram Oicul

About the Author