Assemblea Kek: Aphrem II, proselitismo tra i cristiani del Medio Oriente

Posted on by Lucio Marengo

Il patriarca della Chiesa siro-ortodossa: “Ci sono gruppi che approfittano del bisogno e della fragilità della nostra gente”

Una denuncia dolorosa contro il proselitismo operato da alcune Chiese e gruppi in Medio Oriente che, approfittando della loro situazione di fragilità e bisogno, tentano di allontanare i cristiani dalle loro antiche tradizioni religiose orientali. A lanciarla questa mattina è stato Sua Santità Mor Ignatius Aphrem II, patriarca della Chiesa siro-ortodossa, rivolgendosi ai 500 delegati delle 116 Chiese europee riuniti a Novi Sad per l’assemblea generale della Kek. Fino al 6 giugno, i rappresentanti delle Chiese cristiane si stanno confrontando sul futuro dell’Europa e oggi i lavori sono centrati sul tema della “ospitalità”, dando quindi spazio alla voce dei cristiani del Medio Oriente.

Nel suo intervento riportato dal Sir, il patriarca ha ringraziato le Chiese per quanto fanno ma ha chiesto di aiutare i cristiani del Medio Oriente a rimanere nella loro terra. “In un contesto straniero – ha detto -, non è facile per la nostra gente cercare di preservare le proprie tradizioni e, al tempo stesso, integrarsi nei paesi in cui hanno trovato rifugio. È molto meglio per voi e molto meglio per noi aiutare le nostre persone a rimanere dove sono, e cioè nelle loro terre anziché portarle nei vostri Paesi”. “Le Chiese operano nello spirito della ospitalità; tuttavia, invitiamo le Chiese di Occidente ad aiutare la nostra gente a preservare la loro eredità cristiana orientale. Vogliamo che si integrino nella vita europea ma vogliamo anche che preservino le loro antiche tradizioni culturali e religiose. Ovviamente ringraziamo tutte le Chiese e tutti i Paesi che hanno accolto i rifugiati, hanno loro offerto ospitalità, soprattutto le Chiese e le organizzazioni cristiane in Europa ma vorremo anche che capiate che queste persone sono molto fragili e hanno bisogno di amore e dignità”.

A questo punto il patriarca si è fermato e, scandendo le parole con difficoltà ed emozione, ha denunciato una questione che gli sta particolarmente a cuore. “Vorrei affrontare una questione un po’ sensibile – ha detto quasi giustificandosi – ma voglio condividere con voi nella verità una cosa che è nella mia mente e per la quale noi soffriamo. Ed è il proselitismo. Ciò avviane in Medio Oriente, specialmente in Siria e in Iraq. Ci sono Chiese occidentali e gruppi che approfittano del bisogno delle persone. Persone delle antiche Chiese ortodosse, cattolica e anche protestanti. Li aiutano, danno loro ciò di cui hanno bisogno ma poi li invitano ad unirsi alle loro organizzazioni. Proselitismo! E questo è un atteggiamento che non aiuta nessuno. E questo avviene anche in Europa. Ci sono gruppi che lavorano per allontanare queste persone dalle loro Chiese e unirsi alle nuove Chiese. Questo è molto doloroso. Non è quello che Gesù ci chiede con l’ospitalità. Vorrei quindi che siate consapevoli e vi chiediamo di aiutarci”.

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