ATAC come le Ferrovie del Sud Est, una squallida partita

Posted on by Lucio Marengo

La gravissima crisi che sta attraversando (e non da oggi) l’azienda di trasporto romana Atac ci riporta a quanto capitato alle “nostre” Ferrovie del Sud Est e al caso della EAV di Napoli e di come il Governo si sia comportato nei tre casi in questione in maniera totalmente differente. “Mentre i partiti che hanno affossato Atac con 1,4 miliardi di euro di debiti in decenni di malagestione continuano a giocare una squallida partita politica che punta ad una privatizzazione inaccettabile (…) Pd e destra la finiscano di giocare sulla pelle dei romani cercando di far pagare ancora a loro l’ennesima privatizzazione all’italiana. Chi ha causato il disastro non può essere, né proporre la cura”. Lo si legge in una dichiarazione congiunta dei parlamentari M5s delle commissioni Trasporti, “quanto al ministro Delrio – sottolineano- la smetta di prendere in giro i romani e gli italiani” (…) “Prendiamo atto del fatto che mentre per Atac i fondi non ci sono invece per ripianare il debito di EAV, l’azienda di trasporto campana del caro amico De Luca, nel decreto fiscale che accompagnava la legge di bilancio di quest’anno è spuntato fuori un contributo di ben 600 milioni di euro. Non è andata male neppure alle Ferrovie Sud Est della Puglia destinatarie di 70 milioni di euro guidate fino a pochi mesi fa da quel manager Andrea Viero che Delrio ben conosce in quanto lo aveva già nominato anche in Enia-Iren, oppure pensiamo alla Regione Molise che ha preso 90 milioni per ripianare il debito con Trenitalia. Quei quasi 700 milioni – concludono- dovevano confluire nel fondo nazionale per i trasporti per essere ripartiti in maniera equa secondo il fabbisogno delle regioni”. Insomma l’annus horribilis di Delrio non è ancora finito. Gli incidenti ferroviari, il fallimento di Alitalia, il caso Sud-Est, lo stop alla Torino Lione, e adesso l’Atac stanno mettendo seriamente in dubbio le sue qualità di tenere il punto e soluzionare i tanti problemi che a quanto pare affollano il suo tavolo. Non ci pare poi sia sufficiente che di tanto in tanto quando viene messo all’angolo, egli vada proclamando dei tanti soldi (dichiaratamente) messi sul piatto a favore di quel settore, quello dei trasporti, che da troppo tempo fa acqua da tutte le parti. I manager scelti per risolvere i problemi si sono rivelati essere molto peggio dei loro predecessori e le pratiche messe in campo per risolvere i tanti problemi, quale quello delle Sud Est, sono a nostro parere incardinate in dubbie azioni concordatarie e/o fallimentari (le FSE lo scorso esercizio nonostante tutti i loro guai hanno guadagnato 10 milioni) che vanno a danno dei tanti creditori e degli utenti del servizio. Questi manager lautamente pagati per fare fallire le aziende che avrebbero dovuto essere attentamente controllate dalla mano pubblica se ne sono andati a casa con liquidazioni miliardarie e per loro nessuna censura. Amen! E adesso si scopre che Atac, tra costi vivi e occulti in soli 15 anni ha fatto un il buco da oltre 8 miliardi. 16 mila miliardi di vecchie lire! Ma chi doveva controllare? Che fine ha fatto? Ma come sia stato possibile non vedere il disastro irrimediabile dei conti è davvero un mistero, o meglio una tragica farsa. Con debiti alle stelle, nessun flusso di cassa positivo a sostenerli come immaginare di poterli mai ripagare? Quei debiti sono frutto di decenni di malagestio industriale. Non è ancora disponibile il bilancio di fine 2016 dell’azienda pubblica romana, ma nessuno si fa illusione. “Un’emorragia senza fine. Ma come dimenticare la maxi-perdita del 2010 da 319 milioni e quella del 2009 da 91? E così via fin dal 2003. Mai Atac è riuscita negli ultimi 15 anni a chiudere senza perdere quattrini. Se si somma il tutto ecco la Via Crucis del mastodonte pubblico: quasi 2 miliardi di perdite, una cifra che avvicina l’Atac all’altro disastro italico, quell’Alitalia oggi di nuovo fallita” scrive il Sole 24 Ore. E adesso? Al solito si scaricherà l’onere suddividendolo equamente tra i fornitori che subiranno una falcidia dei loro crediti come è stato il caso delle FSE e lo Stato che sicuramente dovrà ripianare se non vuole che Roma Capitale (sic transit gloria mundi…) fallisca insieme alla sua controllata Atac. Complimenti davvero al Ministero dei Trasporti vecchia e nuova gestione! Se è questo l’esempio delle grandi capacità manageriali pubbliche, ben si comprende del perché i francesi di STX non ne vogliono sapere di noi…e davvero ci sembra scandaloso regalare 90 milioni al Molise (314.000 abitanti) e affossare la Puglia (4 milioni e rotti di abitanti) ovvero le FSE e con loro il Salento! Davvero ridicolo e per certi versi anche inquietante. Forse sulla questione trasporto occorrerebbe una commissione di inchiesta. Ma seria visto come sono andate a finire tutte le altre.

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