Bari calcio, Decaro urla che la Bari non è morta,ma il senno del poi non serve

Posted on by Lucio Marengo

Gentile direttore

   assolato pomeriggio di luglio, duemila tifosi in curva nord allo stadio della Vittoria intorno al Sindaco De Caro per rilanciare le sorti della Bari. I padri con bambini e nonni con nipoti raccontano le gesta della squadra che hanno seguito da bambini nell’unico vero stadio. Io tra loro, solo, ancora senza nipoti. Poco prima dell’inno vedo in tribuna nitidamente le sagome di De Palo, del sindaco Trisorio Liuzzi, Peppino Cusmai e mio padre Nicola Damiani già sindaco che nel ’56 aveva contribuito al salvataggio della Bari che vanno verso il centro del campo. Sorridono, chiacchierano amabilmente tra di loro e ci guardano compiaciuti. Loro sono fieri di noi, mai come adesso sono i nostri  numi tutelari della Bari e sorridono perchè sanno che i loro figli, nipoti e pronipoti vegliano, vigilano perchè innamorati dei colori ai quali hanno donato passione, tanto denaro e competenza. L’inno echeggia e i presenti cantano a squarciagola e le note sollecitano le lacrime che scendono e rigano le guance.
   Decaro proclama che il/la Bari non è morto un pomeriggio di luglio, l’impegno c’è e a disposizione appassionati competenti si offrono gratuitamente per garantire al Bari una società seria, trasparente e vicina al suo più grande patrimonio che sono i tifosi.
  Le immagini e i ricordi di un bambino che assiste alla sua prima partita riaffiorano e sono nitide : Bari Nardò, Cicogna che scende a sinistra, dribbla e crossa per Muiesan  come Galletti che con sapiente regia offre passaggi filtranti agli attaccanti.Accanto a me Peppino Cusmai che mi insegna a fischiare stringendo tra le dita il labbro inferiore.
 Lo stadio è in perfette condizioni e vi sarebbero le condizioni per giocare ma non si può per regole federali capotiche che permettono in serie B di giocare in serie B in stadi di poche migliaia di posti.
 Ci siamo, i baresi ci sono e tra la commozione generale e del Sindaco sulla frase di Floriano Ludvig fondatore della Bari “…sappiate conservarla…”, risuona di nuovo l’inno “…Bari grande amore non ti lasceremo mai da sola…”.
                                                              Leonardo Damiani

 

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