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Bari:gli sperperi e gli sprechi di denaro nella città dei dispetti

Anni addietro, in questo nostro Paese di ingenti sprechi e sperperi un imprenditore delle nostre parti passato come si suol dire a miglio vita, vinse una gara d’appalto per lavori sulla Torino Sestriere e questo risultato risulto come un’offesa a grandi industriali del lavori stradali. Un impresa del sud batteva una del nord e da quel momento cominciarono a verificarsi atti criminosi e sparizioni di macchinari. In parole povere qualcuno fece intendere  che in Piemonte dovevano lavorare  piemontesi e non erano graditi stranieri. Ci furono compromessi e la vicenda si concluse con la resa forzata di questo incauto imprenditore. Dalle nostre parti, cioè in questo sfortunato sud, succede esattamente il contrario perchè le nostre grandi imprese non sono mai state capaci di coalizzarsi per difendere il loro territorio e si sono scannate tra di loro provocando le interferenze della politica e la parslisi della crescita edilizia. Esempio eclatante è stato il progetto della cittadella della Giustizia fatto fallire dopo 16 di traversie giudiziarie, Punta Perotti e progresso del tanto discusso lungomare sud di Bari, anche questo bloccato dai dispetti degli stessi imprenditori la cui nota lungimiranza li ha portati a voler tentare di conquistare il mercato edilizio tedesco nella inconsapevolezza anche quì ignorando i rischi a cui andavano incontro e rimettendoci di conseguenza le penne. Il grande personaggio nostrano Franco Sorrentino era solito esclamare: la testa non serve solo a dividere,ma a ragionare ed infatti, non sappiamo se c’è stato un giro di mazzette pro e contro finalizzate ad ostacolare la realizzazione di tanti progetti, tutto però fa supporre omissioni, scarsa vigilanza e sprechi ingenti con il contorno di tanta invidia e di mal celate teorie dei soliti soloni di parte. Nella Giustizia poi sono stati commessi tanti abusi e le spese sostenute per gettare denaro dalle finestre nessuno le ha mai conosciute, nè le conoscerà mai, nell’unica certezza di atti della pubblica amministrazione alla presenza simbolica delle tre scimmie che com’è noto, non hanno visto, nè sentito e nemmeno mai parlato:IO C’ERO.                                            Lucio Marengo

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