Belgio: autovelox infallibile? Macché! Sanzionata una Opel Astra perché andava a 696 km/h

Posted on by Antonio Curci

Guidare a quasi 700 km/h con una Opel Astra, vi sembra possibile? La battaglia di Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, contro le multe seriali ed a raffica utilizzate dagli enti allo scopo di “far cassa” prima che per la sicurezza stradale, utilizzando strumenti di rilevazione elettronica tipo autovelox, telelaser e photored oggi trova una conferma nel caso alquanto singolare che è stato portato all’attenzione su internet.

Proprio Giovanni d’Agata ci scrive:

“Questa volta in Belgio, una Opel Astra è stata beccata dal Comando della Polizia Municipale di Quiévrain, un comune situato nella regione Vallonia nella provincia di Hainaut, alla velocità, udite udite di ben 694 km/h.

Non ci credevamo finché non abbiamo visto con i nostri occhi il verbale che è stato notificato al proprietario del mezzo che risulta chiaramente non essere un aeroplano ma bensì una piccola Opel Astra.

La polizia non sembra nemmeno essere stata allertata da queste immagini vertiginose poiché la velocità è stata addirittura corretta automaticamente a 654,24 km/h.

Ancora una volta appare sempre più evidente come questi strumenti elettronici e lo stesso sistema di gestione di questo tipo d’infrazioni faccia acqua da tutte le parti non consentendo la certezza fattuale, oltreché giuridica, di una sempre corretta rilevazione e contestazione delle infrazioni, poiché la necessità di rimpinguare i bilanci comunali, molto spesso spinge i comuni e gli alti enti locali a mettere al primo posto esigenze di cassa con conseguenti errori materiali, vizi di forma e violazioni della normativa e dei regolamenti per la contestazione delle infrazioni, piuttosto che la sicurezza stradale e la certezza delle verbalizzazioni ed il diritto alla difesa dei cittadini. Non ci resta che continuare a denunciare casi di errori simili, ormai decine per non dire centinaia non solo in tutta Italia ma anche all’estero e continuare a predisporre i ricorsi gratuitamente ai cittadini, sempre più  beffati dalle pubbliche amministrazioni accertatrici”.

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