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BUCHI NERI: le prime foto nella storia

Oggi 10 aprile, a partire dalle 14:45, sarà possibile seguire in diretta streaming la conferenza stampa in programma presso la Sede centrale dell’Inaf a Roma, durante la quale verranno presentati  i primi importanti risultati ottenuti con l’Event Horizon Telescope (EHT), uno degli studi più complessi e attesi degli ultimi anni. Il team internazionale mostrerà infatti per la prima volta nella storia le immagini di un buco nero, ottenute combinando i dati raccolti due anni fa per cinque giorni da otto telescopi tramite VLBI (Very Long Baseline Interferometry) posizionati in diverse aree del mondo, “trasformati” in una sorta di “telescopio virtuale di dimensione terrestre”.

Saranno nello specifico due i buchi neri fotografati: il primo è Sagittarius A*, buco nero supermassiccio (la cui esistenza è stata confermata solo recentemente) con massa equivalente a 4 milioni di soli e posizionato al centro della nostra Via Lattea a 26 mila anni luce dalla Terra; il secondo è M87 nella galassia Virgo A distante 54 milioni di anni luce con una massa di 6,6 miliardi di soli.

Fino ad oggi i buchi neri non sono mai stati fotografati, ma sono invece stati “ascoltati” attraverso telescopi e interferometri che hanno rilevato le onde gravitazionali da questi generati.

Dunque ciò che verrà mostrato dalla EHT Collaboration sarà qualcosa di ancor più straordinario, ovvero il cosiddetto orizzonte degli eventi, il confine esterno del buco nero oltre il quale tutto (luce inclusa) viene risucchiato.

Se i risultati confermeranno le attese, saremo in grado di vedere per la prima volta nella storia l’immagine di un buco nero (due, per la precisione). Ciò sarà già di per sé un evento straordinario, che avrà tuttavia ricadute ancor più importanti nel mondo dell’astrofisica. Le informazioni raccolte dagli scienziati consentiranno infatti di capire molte cose sulla natura stessa dei buchi neri (la loro forma, ad esempio), nonché di mettere ancora una volta alla prova la teoria della relatività di Albert Einstein.

La conferenza stampa, in lingua italiana, si svolgerà in contemporanea con le altre conferenze stampa già programmate e annunciate su scala globale, in particolar modo quella presso la sede della Commissione Europea, organizzata congiuntamente allo European Research Council e allo European Southern Observatory.

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