Cara Merkel, cosa dovrebbero fare i greci, forse morire di fame?

Posted on by Redazione Metropoli Notizie

Riceviamo e pubblichiamo

Il caso appena scoppiato a Bruxelles e che riguarda i rapporti economici instaurati dalla Grecia con la Cina di XiJimping, riapre il tema di quella sciagurata stagione che ha visto applicata la draconiana legge sullo sforamento del tristemente famoso 3% che ricorderete ha fatto intervenire la famigerata troika. Quel maledetto indice deficit/Pil stabilito a tavolino dalla UE e deciso in meno di un’ora, senza basi teoriche, fu elaborato negli anni ’80 da un sconosciuto funzionario del governo di François Mitterand: GuyAbeille, ai tempi non ancora trentenne. E come abbiamo visto questo indice è responsabile di qusta stagnazione economica che solo la Germania è riuscita a vincere, facendone però pagare il prezzo a tutti i paesi dell’Unione, Italia e Grecia compresi. Forse la Merkel ha dimenticato che nei cantieri navali di Skaramangas, ad Atene, sonnecchiano due enormi sottomarini Papanikolis U214, 65 metri di lunghezza e 1.600 tonnellate di peso. Sono costati 4 miliardi di euro al governo greco. L’ultima tranche del pagamento alla tedesca Thyssen-Krupp, che li ha prodotti, è stata approvata dal parlamento greco nel 2010, proprio mentre nel paese cominciava la più grave crisi economica della sua storia.All’epoca il FT aveva pubblicato le prove che l’acquisito dei sottomarini era avvenuto a seguito di pagamento di tangenti. Un esempio che spiega bene il livello di corruzione raggiunto dall’amministrazione militare greca è la storia di Antonis Kantas, ex ufficiale e dipendente del ministero della Difesa arrestato per corruzione e riciclaggio. Nel 2001, Kantas si espresse in maniera contraria all’acquisto di alcuni carri armati prodotti in Germania dalla Krauss-Maffei.Kantas ha raccontato che, dopo che ebbe espresso il suo parere contrario, un emissario della società tedesca lo raggiunse nel suo ufficio e gli lasciò una busta con 600 mila euro. All’epoca Kantas non aveva il potere di decidere più o meno niente da solo. Il sistema però era così corrotto che anche un uomo di scarsa importanza come lui in cinque anni riuscì a mettere da parte l’equivalente di quasi quattordici milioni di euro in tangenti.L’acquisto dei carri armati, alla fine, andò in porto. Il ministero della Difesa accettò di comprare per 2,3 miliardi di euro 170 nuovissimi carri armati Leopard 2A6 HEL, uno dei veicoli di questo tipo più moderni e costosi al mondo. Non si trattava dei primi carri armati comprati dalla Grecia e nemmeno di un nuovo modello destinato a sostituire quelli obsoleti. All’epoca la Grecia possedeva già circa duecento carri armati Leopard 2. Nel 2010, al momento della consegna, si trovò ad avere nelle sue forze armate 353 Leopard 2. Per fare un paragone, in Italia sono operativi duecento carri armati Ariete, più o meno equivalenti (anche se meno costosi) del Leopard 2. La Germania ha attualmente operativi 225 Leopard 2, nonostante abbia un PIL che è più di dieci volte quello della Grecia. Il caso degli armamenti acquistati per effetto delle tangenti dalla Germania fa da contraltare alla richiesta della Merkel ai suoi omologhi europei di formare un fronte comune contro lo strapotere cinese che pare metta in pericolo le aree di influenza e quindi l’Europa deve parlare a Pechino come un blocco unico. Tuttavia il messaggio della davvero imbarazzante Merkel ci pare sia tardivo quanto irricevibile. Le politiche lacrime e sangue volute dal ministro delle finanze tedesco, quel Schäuble, con quel suo viso da ufficiale delle SS, hanno bruciato il 27% del PIL nazionale greco costringendo il governo a lanciare un piano di privatizzazioni di cui hanno beneficiato guarda caso solo i tedeschi mettendo alla fame il popolo greco.“Come ha ricordato l’ex ministro greco YanisVaroufakis e come posso testimoniare in prima persona, a Macron si deve il fatto che la Grecia non sia finita fuori dall’euro, come voleva il ministro tedesco Schäuble”. È l’ex premier Enrico Letta, in un’intervista a La Stampa del maggio scorso, a parlare così del neo presidente francese, Emmanuel Macron.“Una linea – ha aggiunto Letta – che definirei, di solidarietà responsabile, che dal 2015 si è fatta strada, consentendo a Paesi come Italia, Francia, Portogallo, Spagna di godere di più ampi spazi di flessibilità e a Draghi politiche espansionistiche che prima non aveva potuto svolgere. Tutto questo fa sperare in una svolta”. “La sua linea – sottolinea l’ex premier – è quella di una Ue a più velocità. Germania e Francia daranno un forte impulso all’area-euro”.Non vogliamo fare retorica però ci pare che quando qualcuno avvicina la Germania della Merkel al tristemente famoso terzo Reich, bè davvero non ci stupiamotroppo.Dal 2010 ad oggi la Grecia ha perso un terzo del suo PIL e ha visto emigrare mezzo milione di persone. Nello stesso periodo, il 20 per cento più povero della popolazione ha perso il 42 per cento del suo potere d’acquisto. Lo stato ha un debito di 320 miliardi di euro, pari al 180 per cento del PIL, il secondo rapporto più alto del mondo. Il tasso di disoccupazione è al 24 per cento, il livello più alto d’Europa. Nonostante qualche segnale positivo, secondo tutte le stime l’economia continuerà a contrarsi e quindi il tasso di disoccupazione è destinato ad aumentare o nella migliore delle ipotesi a rimanere stabile. La Banca Mondiale ha paragonato la crisi greca agli effetti della caduta dell’Unione Sovietica sui paesi dell’Europa Orientale. E su queste basi la Merkel vuol limitare i rapporti della Grecia con la Cina? Parafrasando il compianto ragionier Fantozzi… “per me l’Unione Europea è una cagata pazzesca”.

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