Caradonna: qualcuno dovrà risarcire i danni dei diritti violati dei disabili e delle loro famiglie

Posted on by Lucio Marengo

Michele Caradonna (presidente provinciale ANMIC BARI): “anche se dovesse partire questa notte il servizio, qualcuno dovrà risarcire i danni dei diritti violati delle persone disabili e delle loro famiglie. Basta con questo uso e abuso della politica mediocre che purtroppo danneggia sempre i più deboli.”La situazione che si è verificata in Puglia è di una gravità assoluta. Un servizio quello della assistenza specialistica che meritava di essere attenzionato dagli uffici preposti con competenza e rispetto per le persone che usufruiscono del servizio. Invece abbiamo assistito a decisioni scellerate prese senza considerare i necessari tempi burocratici per renderle esecutive. Per l’esternalizzazione del servizio e l’affido alle cooperative (anche se con molta perplessità) si poteva partire dal prossimo anno scolastico, considerando i tempi necessari per l’espletamento di regolari e corrette procedure di gara e assicurare il servizio agli studenti con l’affidamento diretto agli educatori in graduatoria. Invece gli affidi partono ora senza una adeguata programmazione senza tener conto di quanto questa decisione e il conseguente ritardo nell’attivare il servizio abbia inciso sulle vite degli studenti con disabilità e delle loro famiglie. Da maggio la maggior parte di questi ragazzi è fuori dalle scuole, nessuno si è soffermato a pensare quanto 7 mesi di non frequenza possano incidere sugli obiettivi del servizio stesso?  È evidente che alla base di questa decisione non vi siano gli interessi degli studenti e la competenza necessaria per tutelarne i diritti.Inoltre intravedo una discreta dose di insensibilità che purtroppo non mi stupisce perché in passato sempre gli studenti con disabilità sono stati penalizzati, nella Città Metropolitana, da una amministrazione scarsamente competente e insensibile che fa partire il servizio di trasporto scolastico in ritardo, perché pretende di organizzarlo a inizio anno scolastico come fosse un imprevisto.L’assessore Valenzano parlò di ritardo causato da un “imprevisto burocratico”.Michele Caradonna (presidente provinciale ANMIC BARI): “anche se dovesse partire questa notte il servizio, qualcuno dovrà risarcire i danni dei diritti violati delle persone disabili e delle loro famiglie”

700 alunni disabili, audiolesi e videolesi in ogni grado di istruzione sono privi di altrettanti operatori di assistenza specialistica tra educatori assistenti alla comunicazione LIS, oltre 400 per la sola area della Città metropolitanaA prescindere dal rimpallo di responsabilità tra gli Enti coinvolti, l’elemento sul quale l’A.N.M.I.C.  punta il dito è evidente: la programmazione regionale che detta le modalità di svolgimento dell’assistenza non ha tenuto conto della data di avvio dell’anno scolastico, nota già dall’anno precedente, un tempo congruo per organizzare un servizio che  è tra l’altro obbligatorio ed essenziale.Di fatto così si stanno discriminando gli alunni con disabilità, a cui viene negato il diritto all’istruzione, all’inclusione e all’integrazione, sanciti dalle Convenzioni internazionali, dalla Costituzione e dalla legislazione vigente. A tutt’oggi non è dato conoscere nemmeno una data presunta per l’avvio del Servizio di assistenza specialistica.Ciò si traduce in un gravissimo disagio per i disabili che hanno diritto ad usufruire del Servizio e per le loro famiglie che sono un pratica così obbligate alla scelta dell’orario ridotto, in assenza di personale specializzato che prenda in carico i propri figli in orario scolastico. I ragazzi disabili e le loro famiglie, dunque, subendo sulla propria pelle l’inefficienza di tutte le Istituzioni coinvolte, stanno perdendo il primo quadrimestre scolastico senza che il loro diritto allo studio, all’integrazione scolastica e alla salute sia tutelato.Proviamo a ricostruire le possibili cause che possono essere alla base di tale ingiustificato ritardo: la Delibera Regionale GR 996/2018 ha disciplinato nuovamente la materia, prevedendo che il Servizio fosse dato in affidamento a terzi, non più dunque gestito in avvalimento dalle Province e dalla Città Metropolitana di Bari nella forma delle collaborazioni a prestazione in continuità con professionisti che vantavano anni di esperienza nel profilo di interesse. Nello specifico della Città Metropolitana di Bari una prima aggiudicazione provvisoria sarebbe avvenuta il 5 novembre – già oltre il termine dei 30 giorni dall’avvio anno scolastico dato come limite per la partenza del Servizio dalla stessa Delibera Regionale citata – per poi essere revocata il 23 novembre, in ragione di un presunto conflitto di interessi, e determinare una nuova aggiudicazione in pari data, per la quale si dovrà procedere alla verifica dei requisiti.

Tanti i ritardi e le lungaggini burocratiche della macchina amministrativa che dovevano essere ampiamente previste e che gettano nello sconforto gli alunni disabili e le loro famiglie che, per vedere rispettati i loro diritti fondamentali, sono pronti a ricorrere nelle opportune sedi legali.

Al disagio degli studenti e delle loro famiglie si aggiunge quello degli operatori storici del Servizio che vanno dalla figura dell’educatore a quella dell’assistente alla comunicazione LIS. Tali professionisti si sono visti tagliare fuori dopo 15 anni di lavoro di qualità espletato nell’incertezza contrattuale: con l’esternalizzazione del Servizio non è certo che possa essere tutelato il loro diritto al lavoro e soprattutto il criterio della continuità nella relazione utente/operatore, fondamentale in contesti educativi di particolare problematicità. È un problema delicatissimo che merita la più totale attenzione: l’auspicio è che si intraprenda la strada della risoluzione per la tutela dei diritti di tutti, in particolare dei più deboli della nostra società.

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