Il caso del Ponte Morandi e l’imprenditoria del Nord

Posted on by Lucio Marengo

 

 

 

Si tratta di fatalità o vi è stato dolo? Di Autostrade o dello Stato italiano?  di entrambi? Arguti commentatori sempre in cerca del colpevole di turno (o delle tangenti) hanno già condannato la famiglia Benetton (si badi bene tutta la famiglia tipo i Romanoff…) dimenticando che gli imprenditori veneti sono proprietari solo del 30% della società Autostrade. Se è colpevole Benetton allora sono colpevoli anche i fondi di investimento che detengono il resto del capitale. La ragione di questa caccia all’uomo a ben vedere è motivata solo dall’antico sentimento di vendetta sommaria. Ne sanno qualcosa i nipoti dei residenti di piazzale Loreto a Milano. Il fatto è che implicitamente per la massa, gli imprenditori sono per definizione dei ladri collusi col potere centrale. E se anche così non fosse, comunque è bene accusarli di amicizie particolari perché fa audience. Tu intanto picchia tua moglie. Lei sa il perché…Qualche cronista ha addirittura argomentato che i Benetton dalla produzione di abbigliamento (che ovviamente si suppone sia esternalizzata nei paesi più poveri del mondo per sfruttare i ragazzini operai…) siano passati alla gestione delle autostrade italiane e non solo. Che ne sanno loro – si chiedono gli arguti osservatori – di mobilità loro che fanno maglioncini colorati? E ancora, può una persona normale un «quisque de populo» direbbero i latini, occuparsi di una tale attività? Dimenticando quindi che esistono i manager, gli ingegneri, i tecnici profumatamente pagati. Ma guarda caso il colpevole è però sempre l’imprenditore declassato dalla stampa a mero faccendiere perché in Italia o sei un dipendente, meglio se statale, oppure se ce la fai, se hai successo, allora sei un faccendiere. Perché in Italia il successo economico è vietato. Siamo tornati al 68 e i “compagni” hanno nel frattempo fatto carriera nelle più alte cariche della stanza dei bottoni e sono proprio quelli che hanno concesso le autorizzazioni a questi «faccendieri». Ma le hanno concesse anche alla famiglia Agnelli che dopo la eliminazione dei loro dipendenti, li ha trasformati tutti in padroncini, e per vendere i camion la Fiat ha di fatto impedito lo sviluppo dei trasporti si ferro. Ma nessuno però argomenta di quella famiglia. Anche loro sono faccendieri dal momento che si occupano di decine di iniziative diverse? Loro però sono intoccabili.  Le teste dei Benetton invece sono sulle lance di questi novelli rivoluzionari. Si parla con spregio di un pranzo famigliare in montagna (al quale pare però che Benetton manco partecipò) o dell’avvistamento della sua barca in Sardegna (ma lui non si è visto) e si grida allo scandalo. Perché mai non si è fatto vivo subito dopo l’incidente, si chiedono quei soloni della informazione che, a quanto pare, sono rimasti fuori dall’area dei benefit della azienda dei Benetton…In Svizzera, un pullman belga, che percorreva l’autostrada A9 nei pressi di Sierre, si è schiantato contro la parete di una galleria. Di straordinaria gravità l’esito dell’incidente: 22 bambini intorno ai 12 anni sono morti, più 6 adulti morti e 24 feriti. Nessuno lo ricorda. In Italia nel 2017 sono 1.578 le vittime stradali rispetto alle 1.548 del 2016. Per il ministro Delrio è una “strage inaccettabile” ma le vittime della strada continuano ad aumentare. Ma intanto lui e il suo Ministero nulla hanno fatto per prevenire quelle morti. Basta leggere quella espressione da vecchio saggio sul suo volto al meeting di Rimini. Ridicolo. Qualcuno si deve vergognare, non certo i Benetton.

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