Conca, bene lo stop del Tar per il servizio di lavanolo

Posted on by Lucio Marengo
“Da mesi chiedevo alla Regione Puglia di sospendere in autotutela il bando per l’affidamento del servizio di lavanolo che, se perfezionato, avrebbe fatto lievitare i costi per i pugliesi di oltre 45 milioni di euro. Avevo anche presentato esposto all’Anac e alla Corte dei Conti, per questo non posso che essere soddisfatto dello stop al bando deciso dal Tar di Bari”. Così il consigliere regionale del M5S Mario Conca in merito alla decisione del Tar di Bari di sospendere la gara per l’affidamento del servizio di lavanolo per le ASL pugliesi predisposta da InnovaPuglia S.p.A. in un unico lotto per un importo di 187 milioni di euro.
“Sin dall’inizio ho contestato la scelta del lotto unico – incalza Conca – e mi sono rivolto ad Anac e Corte dei Conti per chiedere chiarezza sulla gara. Ho presentato anche un’interrogazione indirizzata al presidente/assessore alla Sanità Emiliano che, tanto per cambiare, non ha dato alcuna risposta preferendo il silenzio. La scelta del lotto unico avrebbe causato infatti un aumento dei costi del 71% rispetto a quelli attuali, equiparando i prezzi per la biancheria dell’area chirurgica a quelli dell’area non chirurgica, che invece sono notevolmente inferiori. Si sarebbe dovuta predisporre – continua il pentastellato – una gara suddivisa per lotti, in modo da favorire la partecipazione di più imprese e invece si è deciso di centralizzare giustificando questa scelta con presunti risparmi mai dimostrati con i numeri. Finalmente il Tar ha deciso di bloccare il bando accogliendo il ricorso dell’American laundry e il Ministero delle Finanze ha inviato gli ispettori alla ASL di Bari per fare chiarezza sia su questa gara che sul maxi appalto per la ristorazione ospedaliera, le cosiddette gare d’oro. Adesso mi auguro che la Regione non ricorra al Consiglio di Stato – conclude – per non continuare con proroghe illegittime e affinché venga prodotto un nuovo disciplinare di gara che preveda più lotti, almeno uno per l’area chirurgica e l’altro per quelle non chirurgiche, che faccia veramente gli interessi della collettività, che davvero assicuri la libera concorrenza e garantisca le PMI”.
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