In consiglio regionale della Puglia il dibattito sulla sicurezza del trasporto ferroviario

Posted on by Lucio Marengo
Dopo la relazione dell’assessore regionale ai trasporti Antonio Nunziante sulla situazione dei trasporti in Puglia è seguito il dibattito. La consigliera del M5S Grazia Di Bari con il suo intervento, ha voluto dare voce anche agli oltre duemila pugliesi che, nei giorni scorsi, hanno potuto firmare una petizione, con la quale chiedono sicurezza e potenziamento del servizio di trasporto pubblico, “perché bisogna dire basta ai viaggi della speranza, perché viaggiare in Puglia è questo, è diventata una speranza – ha detto”. Ha ripercorso la storia dei lavori che hanno interessato la tratta ferroviaria Barletta-Bari. “L’adeguamento ferroviario dell’area metropolitana nel barese, approvato nel 2007 e finanziato con 180 milioni di euro di fondi europei FESR Puglia 2007-2013, avrebbe dovuto essere ormai al taglio del nastro rosso, invece purtroppo è ancora tutto fermo – ha precisato”.
Rivolgendosi all’assessore Nunziante ha chiesto “quali sono le opere finanziate con la precedente programmazione e previste nel cronoprogramma che sono quindi state completate ed hanno ricevuto il collaudo entro il 31 dicembre 2015”. Ha annunciato di aver presentato insieme all’intero gruppo M5S anche un ordine del giorno nel quale veniva ripreso chiaramente quelle che sono le richieste dei pendolari. Riferendosi al raddoppio del binario della tratta Andria-Corato, ha analizzato la rivoluzione dei lavori sulla rete dal giorno del disastro ferroviario sulla stessa tratta (12 luglio 2016), rilevando che la gestione del servizio dal giorno successivo alla tragedia fino ai giorni nostri è indecente e ne sono testimoni i pendolari che vivono un disagio notevole quotidianamente a causa dei veri e propri viaggi della speranza, con autobus e treni stracolmi”. Per il capogruppo di Dit Ignazio Zullo i dati esposti dall’assessore, danno l’idea che la consapevolezza dell’investimento sulla sicurezza dei trasporti è migliorata e si è rafforzata nella nostra regione, ritenendolo quindi un dato molto positivo.
“È evidente che abbiamo bisogno di investimenti – ha ribadito Zullo – sia sulle infrastrutture, sia sui mezzi di trasporto, oltretutto anche sulla formazione delle risorse umane”. Zullo si è detto confortato nel senso che questa consapevolezza e questa attenzione verso il tema della sicurezza dei trasporti è ormai parte integrante dei contenuti di questa Regione. Zullo ha detto di essere anche felicemente impressionato dalla relazione, in termini di investimenti che vanno nella direzione delle trasformazioni molto veloci e che molto spesso attengono a una necessità, quella di razionalizzare la spesa e di efficientare i servizi, cioè trovare un migliore equilibrio tra un’economicità di spesa e una maggiore efficienza ed efficacia dei servizi pubblici. Questo presuppone una flessibilità anche dei Piani di trasporto, che non possono essere rigidi. Il consigliere di FI Domenico Damascelli ha chiesto di mettere in sicurezza determinate situazioni, chiedendo che si faccia quello che realmente si può fare, limitatamente agli importi che sono stati stanziati. Si è detto pronto a lavorare insieme e a collaborare per dare risposte alla nostra comunità.
Ha chiesto di risolvere il problema legato al passaggio a livello sulla Bitonto-Santo Spirito frequentato non solo dai bitontini, ma anche dall’hinterland interno che attraversa la città di Bitonto per raggiungere la località di Santo Spirito e la 16bis. Ha anche di intervenire nel tratto della strada provinciale 231, ex Strada Statale 98, compreso tra Bitonto e Modugno, perché poi da Modugno in poi diventa nuovamente a quattro corsie con spartitraffico.
Secondo il capogruppo di EsP Sabino Zinni riferendosi a quanto esposto dalla collega Di Bari ha precisato che piani non vanno assolutamente confusi e che i disagi che i pendolari, specialmente quelli della tratta di Andrea e di Corato, vivono dal giorno dopo di quella immane tragedia sono reali e sono una cosa che ha una sua drammaticità. “Però, sarebbe troppo facile trovare a quei disservizi e a quei disagi un capro espiatorio ha detto Zinni. Bisogna analizzare le responsabilità e soprattutto provare a fare un’operazione diversa: trovare dei rimedi possibili tenendo conto che quella tratta, come tutti sappiamo, forse non tutti i cittadini vengono messi a conoscenza di questo, ancora oggi si trova, quanto all’esercizio, sotto sequestro, e quindi non è possibile ripristinarla”.
“Credo anche che sia un tentativo abbastanza non percorribile quello di sovrapporre il piano dell’indagine penale sulle responsabilità di quel tragico evento con il piano civilistico del rapporto del contratto di servizio tra la Regione Puglia e la società che esercisce quel servizio, perché i due piani non sono sovrapponibili – ha precisato Zinni”.
L’intervento del consigliere Gianni Giannini, ex assessore ai trasporti, è stato un intervento teso a dare un contributo di conoscenza del sistema trasportistico, spiegando che il piano di attuazione del Piano regionale dei trasporti definisce il sistema attraverso il quale viene garantita la mobilità a tutti i cittadini, ricorrendo a dei principi che sono l’interoperabilità, l’interconnessione, l’intermodalità, la sicurezza, la qualità dei servizi.
Poi c’è il Piano triennale dei servizi – ha precisato – un Piano con il quale la Regione definisce i servizi minimi, cioè quelli che debbono essere garantiti per forza. L’autorità che deve occuparsi della gestione di questo Piano e dell’attuazione di questo Piano – ha detto Giannini – sono i bacini, che coincidono con i territori delle Province. Il governo di questi bacini è in capo alle Province e alla Città Metropolitana, che hanno l’onere di organizzare il servizio sul territorio. Quindi, la Regione Puglia non ha l’obbligo o non è nelle sue responsabilità l’organizzazione materiale del servizio e la programmazione di carattere generale nell’ambito della quale si inserisce l’organizzazione dettata, come è giusto, dai territori, per un concetto di immediatezza, di conoscenza del territorio e delle esigenze”.
“Di sicurezza ferroviaria in Italia si parla dal 1980 – ha detto l’ex assessore – con una serie di proroghe e di rinvii adottati dal legislatore nazionale, ed è vero, io non faccio fatica a dire che il blocco telefonico probabilmente era uno strumento obsoleto. È pur sempre, però, uno strumento legale riconosciuto dalla legge italiana e quindi adottato dai concessionari del servizio e non solo in Puglia, in tutto il territorio nazionale”.
“L’episodio purtroppo ha determinato non solo la perdita di vite umane, ma ha determinato anche delle altre conseguenze – ha detto Giannini – come l’adozione di provvedimenti”.
Per il capogruppo di FI Nino Marmo che la riflessione che avrebbe potuto fare questo Consiglio regionale doveva essere più complessiva, più generale, riguardare il tema del trasporto pubblico locale e non incentrarsi su una questione drammatica, che ha coinvolto le vite di quante famiglie hanno subìto quell’incidente. “Le domande che ci dobbiamo porre – ha detto Marmo – è su come rimettere in moto la vita, garantendo quella vita, e sul perché oggi quella tratta è ancora chiusa. Poi, chiediamo certezze sulle date, su quello che dovrà accadere e su come il grande progetto possa essere realizzato senza termini della programmazione”. “Noi dobbiamo rimettere in vita quello che è scomparso alle persone, cioè la speranza”.
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