Cosa c’entra Corona con il sindaco di Riace?

Posted on by Lucio Marengo

Ricorderete che il sostituto pg Antonio Lamanna chiese che l’ex ‘re dei paparazzi’ Corona tornasse in prigione revocandogli l’affidamento terapeutico, perché l’agente fotografico, subito dopo essere uscito dal carcere, violò le prescrizioni dell’affidamento postando foto e video suoi sul suo profilo Facebook mentre è in giro per Milano con la compagna. I reati contestati al paparazzo sono noti quanto è nota l’esuberanza del giovanottone. Ad altra latitudine, durante la sfilata dell’altro giorno di oltre 4mila persone arrivate da tutta Italia che hanno sfilato nelle strade di Riace per manifestare solidarietà a Domenico Lucano, il sindaco della cittadina calabrese arrestato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, si è affacciato alla finestra e si è fatto immortalare col pugno chiuso alzato in segno di sfida. “Arrestato Lucano per arrestare un modello di integrazione eccellente”, recitava uno striscione. “Il mondo lo adora, l’Italia lo arresta”, la scritta che campeggiava su un altro. Non parliamo poi del “profeta” Saviano. 

L’assessore comunale di Napoli Enrico Panini, presente in rappresentanza del sindaco Luigi de Magistris, ha detto di essere “contro la politica xenofoba di Salvini. “Giù le mani da Mimmo Lucano”. 

Se non andiamo errati, qualora ristretti ai domiciliari, sono vietate al detenuto tutte le comunicazioni, sia per mezzo di lettere che di messaggistica elettronica (e-mail o cellulari) o per l’appunto Facebook. Invece ecco che il sindaco non solo comunica spavaldo seduto sul davanzale della finestra di casa, ma si azzarda anche a scrivere una lettera di ringraziamento dopo il corteo di sabato «Non ho rancori o rivendicazioni contro nessuno. Vorrei però dire a tutto il mondo che non ho niente di cui vergognarmi. Niente da nascondere. Rifarei le stesse cose che hanno dato un senso alla mia vita». Ma questa che cos’è se non una comunicazione? La lettera poi si conclude col grido di battaglia «Hasta Siempre» che invero non può mai mancare in certe occasioni. Ma quali sono i capi di accusa a carico del signor Lucano? Forse che questi capi di accusa siano più leggeri di quelli di Corona? Il signor Lucano, ovvero il re dell’accoglienza, a parere del gip – e a quanto riportano le cronache odierne – era solo il titolare dell’agenzia matrimoniale per clandestine da sistemare. Pare sia anche uno che ci sappia fare, ricorda La Verità in edicola oggi, che riusciva a trafficare negli uffici del ministero dell’interno. Il sindaco interferiva sulla regolarità degli affidamenti e dei relativi pagamenti a fronte di rendicontazioni carenti o addirittura assenti tanto da produrre secondo i magistrati, un vantaggio patrimoniale di 2.300.615 euro lucrando anche sulle derrate alimentari destinate ai migranti che invece finivano nei magazzini di qualcuno. Secondo la Procura faceva anche la cresta sul carburante e su talune prestazioni lavorative coperte da fatture taroccate per prestazioni inesistenti. Staremo a vedere come andrà a finire questa vicenda che mette bene in risalto le due facce della stessa medaglia: al nord, come è stato nel caso di Corona, se comunichi anche solo via social in regime di detenzione ti ributtano in cella, al sud anche se vai su tutte le televisioni del mondo col pugno alzato te la cavi. Valli tu a capire questi magistrati. Per intanto «Injusticia Siempre» (… il pugno chiuso lo teniamo però ben nascosto in tasca, non si sa mai). Per saperne di più, leggere LA VERITA’ DI OGGI.

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