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Cosa c’entra Lucio Battisti con le ferrovie Sud Est?

Un po’ di tempo fa il cantautore più amato da intere generazioni cantava “…quel gran genio del mio amico, Lui saprebbe cosa fare. Lui saprebbe come aggiustare. Con un cacciavite in mano fa miracoli…”. Ebbene il genio in questione non abita sicuramente presso le decrepite Ferrovie Sud Est che la mano, più o meno invisibile del ministero dei trasporti, ha deciso di rianimare iniettando soldi e ingiustizia. Abbiamo recentemente letto di alcuni accidenti capitati ai pullman degli studenti che per poco non sono rovinati a terra insieme al portellone del loro bus. Le decine di segnalazioni giunte da ogni comune pugliese e che riguardano le sbarre che restano aperte al passaggio dei treni. Pullman in autocombustione. Quei pochi treni in circolazione si fermano in aperta campagna. Deragliamenti (chissà perché ancora senza responsabili) come solo capita nei plastici dei trenini regalati ai bimbi buoni per Natale. Officine chiuse e operai trasferiti brutalmente altrove. Sindacati furibondi. Treni a passo di lumaca. Il Salento abbandonato e con treni del 1963 brutti, sporchi e cattivi. Insomma, un assoluto disastro somministrato per giunta proprio da quell’Ente che l’ex terminator, Andrea Viero da Marostica, preconizzava come la manna dal cielo e il cui amministratore delegato, curiosamente, si chiama proprio Battisti. Come il cantautore. Ma vi è di più. Tutti sappiamo dei lunghi e costosissimi interventi sulla infrastruttura delle Ferrovie del Sud Est, parliamo di decine di milioni di soldi pubblici, che hanno convolto le massicciate, ivi compresa la sostituzione dei binari. Il problema è che queste rotaie (armamento 60 UNI) sono più alte delle precedenti e così si è alzato il piano del ferro tanto che pare non essere più compatibile con il sistema aereo di alimentazione per quei treni elettrici fantasma che avrebbero dovuto entrare in circolazione già dallo scorso giugno e che nessuno sa che fine abbiano fatto. Insomma, un disastro assoluto con danni economici sia per le casse della Regione che per i tanti pendolari che sono, purtroppo per loro, obbligati ancora a servirsi di questo vettore che, a fronte di questo sfacelo, ha pensato bene di intensificare il controllo del pagamento dei biglietti.  Concludendo diremo che a questo punto della storia essendo l’altezza dei binari oltre il limite massimo previsto, non resta altro da fare che abbassare i binari o alzare i pali della corrente elettrica (con tutte le conseguenze del caso soprattutto legate alle condizioni meteo). Ma chi pagherà per questi nuovi lavori extra? E poi accusavano di incompetenza la precedente gestione. Tante cose si dovranno ridiscutere nei prossimi anni in ordine a quanto sia davvero successo alle FSE. Per intanto invitiamo la Procura a verificare la notizia e di chi siano le responsabilità.

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