Il credente “nostalgioso” secondo Papa Francesco

Posted on by Antonio Curci

Il Papa durante la messa dell’Epifania: “La Santa nostalgia è l’antidoto ai profeti di sventura”

epifania

C’è un tempo per crescere, un tempo per imparare. C’è un tempo per sognare e un tempo per vivere. C’è un tempo per sbagliare e un tempo per ritornare.

Il cristiano è colui che sente “la santa nostalgia di Dio” nel suo cuore “perché sa che il Vangelo non è un avvenimento del passato ma del presente”.

E’ un grande comunicatore Papa Francesco, ma ancora di più è un pastore buono che conosce il suo gregge. Durante l’omelia di questa mattina il Santo Padre ha detto: “La santa nostalgia di Dio ci permette di tenere gli occhi aperti davanti a tutti i tentativi di ridurre e di impoverire la vita. La santa nostalgia di Dio è la memoria credente che si ribella di fronte a tanti profeti di sventura. Questa nostalgia è quella che mantiene viva la speranza della comunità credente che, di settimana in settimana, implora dicendo: ‘Vieni, Signore Gesù!’”.

Diceva Virginia Wolf: “La bellezza del passato risiede nel fatto che nessuno capisce davvero un’emozione quando la vive. Questa si espande più tardi, ed è per questo che non abbiamo emozioni complete rispetto al presente, ma solo rispetto al passato”.  Ma per un cristiano il Vangelo è un avvenimento che affonda le sue radici nella storia, ma sboccia nella vita di tutti i giorni.

Utilizza questa categoria Papa Francesco per spiegare l’atteggiamento del credente di fronte al miracolo di Dio: “Fu proprio questa nostalgia a spingere l’anziano Simeone ad andare tutti i giorni al Tempio, sapendo con certezza che la sua vita non sarebbe terminata senza poter tenere in braccio il Salvatore. Fu questa nostalgia a spingere il figlio prodigo a uscire da un atteggiamento distruttivo e a cercare le braccia di suo padre. Fu questa nostalgia che il pastore sentì nel suo cuore quando lasciò le novantanove pecore per cercare quella che si era smarrita, e fu anche ciò che sperimentò Maria Maddalena la mattina della domenica per andare di corsa al sepolcro e incontrare il suo Maestro risorto”.

La nostalgia è uno stato dell’anima che balla fra la tristezza e la pienezza. Tristezza per ciò non si possiede più. Pienezza nel rivivere il ricordo di quello che è stato, nella speranza che possa ripetersi ancora. Nostalgia in greco significa “dolore per il ritorno a casa”, un ritorno nelle braccia sicure del Padre che diventa azione, forza e cambiamento.

“La nostalgia di Dio – ha detto Papa Francesco – ci tira fuori dai nostri recinti deterministici, quelli che ci inducono a pensare che nulla può cambiare [..] E’ l’atteggiamento che rompe i noiosi conformismi e spinge ad impegnarci per quel cambiamento a cui aneliamo e di cui abbiamo bisogno. La nostalgia di Dio ha le sue radici nel passato ma non si ferma lì: va in cerca del futuro”.

Per il Papa la nostalgia non è mancanza di qualcosa, ma spinta ad incontrare Qualcuno. Per questo, simpaticamente ha creato un neologismo, “nostalgioso”, colui che “spinto dalla sua fede, va in cerca di Dio, come i magi, nei luoghi più reconditi della storia, perché sa in cuor suo che là lo aspetta il suo Signore. Va in periferia, in frontiera, nei luoghi non evangelizzati, per potersi incontrare col suo Signore; e non lo fa affatto con un atteggiamento di superiorità, lo fa come un mendicante che non può ignorare gli occhi di colui per il quale la Buona Notizia è ancora un terreno da esplorare”.

Antonio Curci

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