Divampa la crisi fra Italia e Francia sulla questione migranti. Botta e risposta fra Macron e Salvini

Posted on by Antonio Curci

Il Governo Italiano chiede le scuse di Parigi dopo le parole proferite ieri dal portavoce del partito di maggioranza francese La République En Marche del presidente della Repubblica Emmanuel Macron. Gabriel Attal, intervistato dalla TV Public Sénat, a chi gli chiedeva sulla questione dei migranti a bordo della nave Acquarius, rispondeva che la posizione del Governo Italiano “è da vomitare”. Il presidente Macron da canto suo denunciava “una forma di cinismo e di irresponsabilità” da parte dell’Italia.

Parole forti, dure, sprezzanti.

Roma esige le scuse formali del Governo francese. Il  Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ieri ha convocato l’incaricata d’affari dell’ambasciata francese per chiedere che l’increscioso episodio venga al più presto sanato onde evitare una spiacevole crisi diplomatica.

Il Ministro degli Interni Matteo Salvini ha dichiarato che il nostro Paese non merita gli insulti dei francesi e che “senza scuse ufficiali Conte fa bene a non andare a Parigi” per il previsto incontro proprio con il presidente francese.

La questione migranti è di competenza europea e il veto di Salvini all’attracco dell’Acquarius in un porto italiano va inteso come un primo segnale per riportare il problema nelle sedi opportune, dove siedono i grandi dell’Europa.

Qualcosa però intanto si muove.

La Ministra degli Affari Europei francesi Nathalie Loiseau, durante il question time del governo all’Assemblea nazionale, ha dichiarato che “l’Italia è da anni di fronte a un afflusso massiccio di migranti e l’Europa non l’ha aiutata abbastanza”. “Dobbiamo fare molto di più – ha aggiunto la Loiseau -, rivedere le regole di Dublino, rafforzare il controllo alle frontiere esterne dell’Ue, rafforzare Frontex e lottare più efficacemente contro i passeur”.

Il presidente francese Emmanuel Macron – proprio sul caso Aquarius – ha assicurato di “lavorare con l’Italia” ed ha lanciato un appello a “non cedere all’emozione”.

La questione sembra doversi riportare nell’alveo della disputa politica fra partiti di posizione differente. Secondo Macron, pur non nominandolo direttamente, Salvini vorrebbe solo provocare e dice: “Chi cerca la provocazione? Chi è che dice ‘io sono più forte dei democratici e una nave che vedo arrivare davanti alle mie coste la caccio via’? Se gli do ragione, aiuto la democrazia? Non dimentichiamo chi ci sta parlando e chi si rivolge a noi. Non lo dimentichiamo perché anche noi abbiamo a che fare con gli stessi…”.

Salvini dal canto suo non la manda a dire e dai microfoni del programma 105 Matrix su Radio 105 dichiara: “Macron continua istericamente la sua guerra al popolo italiano che in quanto a generosità ha poco da imparare”. Sul vertice italo-francese di venerdì, ha aggiunto il segretario della Lega, “decide in totale autonomia il presidente del Consiglio, certo dare ad un Governo appena insediato del cinico e vomitevole da chi presidia e respinge” non va bene.

Antonio Curci

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