“Ehi prof non vedo l’ora che inizi il prossimo anno scolastico”

Posted on by Antonio Curci

Radio Panetti si aggiudica il premio Piano Nazionale Scuola Digitale-fase provinciale

Mercoledi 6 giugno si è conclusa la fase provinciale del Premio Piano Nazionale Scuola Digitale. Presso la Pinacoteca della Città Metropolitana di Bari si è tenuta la premiazione del miglior progetto di innovazione digitale. Alla fase finale sono stati ammessi gli Istituti “Socrate” di Bari, “Salvemini” di Molfetta, “Cartesio” di Triggiano, “De Viti De Marco” di Triggiano, “Panetti Pitagora” di Bari e “Alpi Montale” di Rutigliano.

L’organizzazione dell’evento è stata affidata all’Istituto “Euclide” di Bari che ha riservato ai partecipanti un’accoglienza degna della location che li ha ospitati. Perfetta padrona di casa è stata la Dirigente Scolastica Prudenza Maffei, mentre a condurre l’evento ci ha pensato l’eclettico prof. Angelo D’Alessio in coppia con il decano degli speaker radiofonici di Bari, Renzo Belviso che ha trasmesso l’intera mattinata in diretta su Radio Popizz.

Sei i progetti di innovazione digitale in finale, tutti diversi fra loro e tutti bellissimi:

  • Panetti-Pitagora: Radio Panetti – La Radio a Scuola, la Scuola in Radio
  • Salvemini: Lo start-up d’impresa: le forme di finanziamento, con particolare riferimento ai business innovativi
  • Alpi-Montale: L’incisione in festa
  • Cartesio: SoccerNERDD
  • De Viti-De Marco: “A tu per tu at school”, progetto di educazione finanziaria
  • Socrate – “Ricerca-azione digitale per la sicurezza nella scuola”

A giudicare i lavori una giuria qualificata composta da:

  •  Zoraide Capabianca dell’USR,  referente per l’innovazione didattica, delegata dalla Dirigente AT Bari
  • Vito Lacoppola, delegato in materia di “Programmazione della rete scolastica del territorio metropolitano, Edilizia scolastica e Patrimonio” della Città Metropolitana di Bari
  • Marco Bronzini, Politecnico di Bari e Consigliere del Ministro dell’Istruzione e della Ricerca
  • Paolo Tempesta, Impresa di Grafica pubblicitaria “Effort Studio”
  • Stefano Franco, dell’Associazione “Alunni Mathematica”

Tanti giovani appassionati e legittimamente desiderosi di vincere, ma tutti accomunati dall’orgoglioso senso di appartenenza alla propria scuola. Ad aggiudicarsi l’ambito premio sono stati i ragazzi di Radio Panetti, seguiti dai loro colleghi del Cartesio di Triggiano, del Socrate di Bari e del De Viti De Marco di Triggiano.

Radio Panetti – La Radio a Scuola, la Scuola in Radio

Il mondo cambia, la società cambia, le aziende cambiano e da più parti proviene forte il bisogno di una nuova cultura d’impresa. Bisogna saper conoscere le opportunità offerte dalle tecnologie e riconoscere il momento opportuno per spingere sull’innovazione. È come sempre un problema culturale, anzi, la velocità del cambiamento provoca e sfida la cultura a stare al passo con la sua evoluzione.

Radio Panetti si presenta come un gioco d’impresa con un’organizzazione precisa e puntuale. Ciascun componente ha un suo ruolo e tutti imparano a fare tutto, in modo che fra di loro i ragazzi risultino interscambiabili. Una vera e propria azienda di comunicazione che punta all’engagement dei suoi collaboratori.

A tutti i livelli è necessario essere open minded, come dicono gli inglesi. Donne e uomini dalla mentalità aperta. Il processo di innovazione che sta investendo le imprese, sotto la spinta dello sviluppo dell’intelligenza artificiale, della robotica, delle nanotecnologie, dello studio di nuovi materiali e più in generale delle biotecnologie, è ormai ineluttabile. Non si può più  tornare indietro.

Ciò che manca, però, parallelamente a questo rapido sviluppo, sono le persone con spiccate attitudini alle cosiddette social skills, oggi ancora considerate di rilevanza secondaria.

L’OCSE sostiene invece che entro il 2020 esse saranno considerate cruciali e quindi ad alta domanda per posti di lavoro futuri. Le social skills riguardano la capacità di persuasione, di intelligenza emotiva, di insegnamento e più in generale di chiarezza di esposizione. Esse comprendono anche le capacità cognitive e quindi la creatività e il ragionamento analitico. Accanto ad esse poco considerate oggi, ma preziose come l’oro domani, sono le process skills, cioè la capacità di ascolto e il critical thinking ovvero la capacità di leggere la storia e giudicarla in modo sereno e critico.

Radio Panetti è tutto questo! E’ un incubatore di idee che sforna talenti.

Le imprese ormai, selezionano futuri collobaratori dando molto peso alle esperienze sociali, alla pratica sportiva, alle esperienze legate alla comunicazione e a quelle performative accumulate durante gli anni della formazione. Anche il volontariato scolpisce nei giovani quelle skills che le aziende considerano ormai indispensabili.

Questo è il segreto di Radio Panetti: aver compreso che non sono solo le discipline insegnate a formare i ragazzi, ma tutto un mondo fatto di conoscenza, di rielaborazione e di esposizione attraverso gli strumenti mass-mediali. Ciò che la scuola fa tradizionalmente per i giovani potrebbe non rivelarsi sufficiente oggigiorno. Del resto è stata la stessa Commissione europea a denunciare il disallineamento fra le skills maturate oggi dai giovani e quelle invece richieste in un futuro molto prossimo. Secondo la Commissione Europea, tutti gli studenti devono acquisire skills trasversali come l’autonomia, il pensiero critico e il problem-solving.

L’esperienza di Radio Panetti va letta proprio in questa direzione: la società cambia, la scuola cambia ed essa deve essere accompagnata in questo processo di cambiamento.

Stefano Moriggi, filosofo ed epistemologo dell’Università Bicocca di Milano, da più di sette anni fa ricerca sul campo nello sviluppo di modelli e setting di didattica digitalmente aumentata. «L’introduzione di una tecnologia in un ambiente ha sempre profonde ricadute culturali, relazionali, immaginative». Per guidare il processo occorre consapevolezza. «La scuola è costruita come prodotto culturale della tecnologia del libro». Il libro ha prodotto la classe trasmissiva, con gli studenti che ascoltano in silenzio imparando essenzialmente a non commettere errori. Radio Panetti è l’esatto opposto. I suoi metodi partono proprio dall’esigenza di errore per consentire ai ragazzi di prenderne consapevolezza e quindi lavorare, come in una rete neurale, sulla retropropagazione dell’errore per ridurlo e ottenere risultati sempre migliori. Radio Panetti dunque va vista come una rete. Il prof. Moriggi, infatti, dice: «Introdurre la rete nella classe significa immaginare un approccio metodologico adeguato. Il modo per farlo è recuperare la matrice culturale della rete».

E dunque?

«La matrice culturale della rete è stata interpretata da Tim Berners-Lee quando ha scritto la tecnologia del web: essa assomiglia alla comunità scientifica. Approccio probabilistico, empirico, orientato alla condivisione, dotato di tolleranza epistemologica. Se si porta la rete in classe, dunque, si deve ripensare la classe come una piccola comunità di ricerca».

A Radio Panetti si fa ricerca continua, sia nel campo delle Nuove Tecnologie per assicurare la disponibilità di servizi innovativi di rete, sia nel campo della comunicazione per consentire ai ragazzi di acquisire quelle competenze per risolvere il dramma della incomunicabilità tipica degli adolescenti. Realizzare questi propositi è un percorso di ricerca a sua volta. «Significa ripensare gli ambienti di apprendimento – dice Moriggi in modo da creare ricerca autentica con i docenti che tendono ad assomigliare a consulenti». Moriggi chiama la sua ipotesi “classe di Bayes”: racconta che i risultati sono lusinghieri, con uno straordinario aumento della motivazione degli studenti, proprio come accade a Radio Panetti. Esso è un progetto scalabile e replicabile.

La “Classe di Bayes” è talmente incarnata nell’esperienza di Radio Panetti che i ragazzi, proprio alla fine di questo anno scolastico, hanno detto :”Ehi proff. non vediamo l’ora di ricominciarne un nuovo anno scolastico”. Questa è la più bella testimonianza di come la scuola sia un luogo bello e stimolante per i ragazzi.

A vincere la fase provinciale del PNSD non è stato il Panetti-Pitagora, ma la Scuola capace di innovarsi per fornire risposte concrete ad un mondo che cambia e che continuamente chiede innovazione.

Maria Raspatelli e Antonio Curci

Radio Panetti – Bari

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