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Ferrovie del Sud Est – la strana indagine

In occasione della presentazione di quello che viene spacciato per un nuovo treno a Lecce si riconferma la attitudine di FS di alterare i fatti modificando la realtà. Alla luce della documentazione emersa (e di cui questo portale di libera stampa ha dato notizia nell’assordante silenzio della stampa locale e nazionale) e delle prime deposizioni rese dall’ex professore di Marostica inizia a serpeggiare un inquietante dubbio. Ma le indagini sull’affaire Sud Est sono state, per caso, pilotate in una direzione precostituita a scapito della ricerca della verità?
Gli inquirenti, che conosciamo come magistrati seri e preparati, sono stati, per caso, volutamente indirizzati verso una conclusione, voluta da chi ha messo su tutto questo preteso scandalo?
Ci sono stati, per caso, soggetti talmente interessati alla crocifissione di Fiorillo e del suo entourage da occultare o non far emergere tutto quanto poteva facilmente smontare il fantomatico falso in bilancio e l’inesistente stato di insolvenza?
Sembrerebbe, purtroppo, di si. E diciamo purtroppo perché si è ‘giocato’ con la vita delle persone mandate al massacro e si è gravemente minata la fiducia nelle istituzioni, tutte, in nome di inconfessabili ma ormai lampanti interessi politico – economici.
Dall’ex professore che decide, di colpo, di assumere la veste minimalista di un vuoto esecutore di ordini superiori, dichiarando con incredibile candore di essere venuto meno ai più elementari obblighi di Commissario Governativo, non leggendo nulla dell’ampissima documentazione esistente in azienda (neppure I bilanci e neppure il contratto di servizio ha mai letto!!!), alla chiacchieratissima società di consulenza cui é stato affidato il compito di scrivere sostanzialmente la relazione di accusa, ma che, furbescamente, ha messo da subito le mani avanti con un disclaimer in cui trasferisce ad eventuali altri soggetti (?) la responsabilità per la incompletezza della documentazione esaminata e per il poco tempo a disposizione. In questo giá iniziato scarica-barile si cerca di lasciare il cerino acceso nelle mani di altri..
Così Viero , che nulla ha personalmente letto, in quanto, impegnato -come ha dichiarato- a controllare le fatture (quasi avesse avuto dal ministro il compito di contabile) ha già fatto intendere che lui si é rimesso unicamente alle valutazioni di Deloitte ed in particolare dalla due diligence fatto dal loro manager, capo equipe, Calvello, sbalorditivamente poi premiato con il posto di Direttore Finanziario di Sud Est e dal rag Porcelli che ha collaborato, come direttore di FSE, attivamente nel ricostruire tutta la situazione. In più l’ex professore ha insinuato che erano i due vice commissari, Mariani e Mautone, ad essersi occupati delle verifiche sulle questioni dei rapporti con Regione Puglia e MIT, e di non essere stato lui a richiedere il concordato ed a firmare il bilancio 2015, ma Mentasti delle FS.
Viero, in sostanza, ha fin qui ammesso di aver delegato a terzi I suoi doveri di Commissario Governativo e di non aver avuto contezza di nulla che non fosse stato riportato da Deloitte nella due diligence e di non aver letto alcun atto aziendale né alcuna documentazione che attestasse una verità opposta rispetto a quella apparecchiata.
Sentiremo cosa avranno da dire tutti coloro che, in qualche modo, sono stati ‘scaricati’ da Viero.
C’è, comunque, un dato che fa rabbrividire.
Se la documentazione (bilanci, relazioni dei sindaci, corrispondenza tra FSE e regione, tra FSE e MIT, relazioni di commissioni ministeriali etc.) era tutta presente e disponibile per il compiuto esame e l’integrale ricostruzione di tutta la vicenda finanziaria della società, perché non la si é esaminata? Non é stata fornita? O, peggio perché sarebbe un gravissimo reato, é stata occultata? E da chi? E perché?
E gli stessi inquirenti e gli organi di p.g. l’hanno ricercata, richiesta, ottenuta?
Neppure I consulenti della procura hanno avuto la curiosità di capire come era potuto accadere quello che era stato descritto da Deloitte? Neppure I pagatissimi organi del concordato? Nessuno?
Si sono tutti accucciati dietro il silenzio stranissimo dei sindaci e di Mautone?
Perchè il ministro Delrio, dopo aver ricevuto da Viero la relazione e copia della due diligence, non l’ha fatta valutare e verificare nella sua veridicità e completezza dai suoi collaboratori ministeriali e dai sindaci, essendo il MIT titolare dell’azienda FSE, che ogni anno approvava il bilancio di FSE? Perché Delrio si è affrettato subito, a mandare l’incartamento ricevuto da Viero invece di verificarlo, alle Procure della Repubblica, della Corte dei Conti e a Cantone?
Sembra configurarsi se non dolo, quantomeno una gravissima colpa nell’aver mantenuto ignoti tutti gli elementi documentali che avrebbero certamente fornito un’altra lettura di quanto accaduto nella amministrazione della società e delle scelte fatte da Fiorillo con il costante e documentato avallo del socio unico MIT e dei sindaci.
E questi comportamenti, omissivi per non dire di peggio, hanno avuto l’effetto di sviare le indagini, nascondendo la piena e completa conoscenza dei fatti.
Crediamo che tutto questo possa configurare un pesante illecito non solo civile.

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