Ferrovie del Sud Est: le bugie hanno le gambe corte

Posted on by Lucio Marengo

 

Tutta Italia ha letto dello scandalo delle ferrovie del sud est, e dei soldi che – solo qualcuno – ha ritenuto siano stati dissipati. Quel qualcuno è l’ex commissario Andrea Viero, che con i suoi (suoi e dei due subcommissari Mautone e Mariani) esposti alla Procura di Bari, ha fatto brillare la bomba. Una Procura fin troppo accondiscendete nei confronti di chi aveva già collezionato alcune condanne e diversi avvisi di garanzia. È di oggi che la regione Puglia ha contestato alle “nuove” FSE il massimo delle penalità contrattuali. Il 100%. Comminandole una sanzione da sei milioni e mezzo di euro. Lo aveva già fatto all’epoca del “tribuno” Viero. Le accuse per Trenitalia e Ferrovie del Sud Est sono le stesse: corse annullate, treni sporchi e assenza di informazioni ai passeggeri. Il pensiero non può che ritornare al 2016 quando si insediò quello che sulla carta avrebbe dovuto essere il salvatore di FSE. Nell’interrogatorio del’11 luglio 2016 reso alla Procura della repubblica (e non al bar…) l’ex commissario Viero, quello della segretaria d’oro, ebbe a dire: «(…) nel contempo la gestione commissariale ha anche individuato una serie di azioni per la riduzione dei costi di struttura nonché per beni e servizi esplicitate nel piano di risanamento, molte delle quali già implementate. Tali azioni hanno già consentito di ricondurre la gestione ad un risultato positivo. E vi dirò che questo è l’elemento su cui personalmente rifletto di più (…) I primi quattro mesi di gestione, quindi io ho chiuso al 30.04.2016, perché dal punto di vista contabile, dalle fatture noi abbiamo una marginalità, cioè un risultato prima delle imposte evidentemente, per i primi quattro mesi, di 17 milioni di euro che, da questo punto di vista, è in linea con la previsione che avevamo fatto inizialmente di avere un risultato a fine anno». Invece la situazione era bene diversa. Proprio grazie agli insensati tagli, la gestione commissariale ha condannato definitivamente le FSE. E la odierna multa da sei milioni e mezzo lo certifica senza appello. Viero sapeva perfettamente, in quel luglio 2016, che le FSE erano già fallite quando cercava di convincere la Procura che – grazie alle sue doti taumaturgiche e ai suoi inglesismi – l’ente ferroviario sarebbe tornato in bonis.  Egli era assolutamente cosciente del fatto che la Legge gli imponeva  di portare subito i libri in tribunale. E non facendolo, raccontando una verità affatto diversa ai pm, non solo li ha ingannati, ma anzi ha contribuito al prolungamento dell’agonia, aumentando il debito nei confronti dei fornitori. Ma – è sta qui il suo capolavoro – diminuendo il debito nei confronti della BNL di almeno 30 milioni. Il perché di questa preferenza è evidente a tutti. Basta leggere le intercettazioni telefoniche tra lui e un dirigente di quella Banca. Ci si chiede allora se sia sufficiente che oggi venga comminata una multa (ridicola) ovvero se non sia il caso che la Procura di Bari inizi a volgere lo sguardo su chi ha davvero abbia distrutto le FSE con l’intento di consegnarle su di un piatto d’argento all ferrovie dello Stato. E la regione dia il benservito a questi nuovi e arroganti padroni. E a quanto pare del tutto incapaci. E sul punto una riflessione: Viero dice ai pm di avere tagliato tutti i costi industriali, i rami secchi, ma non racconta dell’accordo capestro di FSE con la Regione Puglia e della sentenza favorevole del Consiglio di Stato circa l’adeguamento inflattivo del corrispettivo del contratto di servizio. Se è vero infatti che Fiorillo accettò l’offerta della Regione di pagare solo 73 milioni di euro quale «…adeguamento inflattivo calcolato anno per anno per il periodo 2001-2008…», è altrettanto vero che questa somma riguarda esclusivamente il credito della società per quel periodo temporale, e solo relativamente ad esso FSE non avrebbe avuto più titolo per pretendere alcunché. La parte restante del credito (per l’esattezza quella derivante dall’applicazione degli indici inflattivi dal 2009 in avanti, calcolati, beninteso, sul corrispettivo contrattuale attualizzato con gli indici ISTAT a tutto il 2008 per effetto della sentenza del CdS) viene – nell’accordo “politico” tra Fiorillo e  Ministero/Regione – compensato con il prolungamento del contratto di servizio a tutto il 2021. La rinuncia al credito per il periodo successivo al 2009 è rimasta così priva di qualsiasi corrispettivo solo grazie all’inerzia di Viero nei confronti della Regione. Quest’ultima si è vista graziosamente abbonare circa 100 milioni di euro (milioni dovuti a FSE per adeguamenti inflattivi dal 2009 in avanti), sottratti ai creditori sociali per effetto della procedura concorsuale. Emiliano ringrazia. E ottiene dal Tribunale anche la costituzione di parte civile della Regione nel processo. Un capolavoro!

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