Ferrovie del Sud Est: l’impossibilità di essere normali

Posted on by Lucio Marengo

 

E alla fine il capo delle Sud-Est se ne andrà via. Dopo tutti i balletti di queste settimane, dimissioni sì dimissioni no, il lombardo Mentasti tornerà da dove è venuto senza che la società abbia fatto un solo passo in avanti. Anzi. Lui invece di passi ne ha fatti 300,000 tanti quanti sono gli euro incassati in un anno di attività. Quali le ragioni per abbandonare un così ricco incarico? Soprattutto dopo la conferma degli investimenti per quasi un miliardo da gestire? In primis pare sia pesata la questione dei macchinisti senza patente, uno dei quali è stato “beccato” all’indomani dell’incidente di Galugnano. Questione ancora aperta ed attualmente al vaglio della Procura di Lecce. Ma pare abbia pesato anche la concreta possibilità che i creditori di Sud-Est non accettino la proposta concordataria e che dunque la società possa davvero fallire con le conseguenze del caso. Pareinfattivi siano tantierrori contabili e discrasie valutativenel ricorso presentato da Sud-Est per l’ammissione alla procedura di concordato, e sottoscritto proprio da Mentasti, tali addirittura da minarne la veridicità e dunque la credibilità. E in effetti era noto a tutti, fin dai tempi della gestione commissariale, ma anche prima, che la contabilità delle Sud-Est fosse gestita “un tanto al chilo”. Pochi gli addetti amministrativi e pare anche non particolarmente dotati, costretti ad operare in un vero girone dell’inferno fatto di pile e pile di faldoni impolverati ammonticchiati qua e là, “murati” nella loro roccaforte, impegnati com’erano a difendersi dai quotidiani attacchi dei fornitori che giustamente reclamavano i loro soldi. Quale attendibilitàhanno i dati prodotti daun apparato ammnistrativo e contabile siffatto e qualeanche e soprattutto,la “vera” situazione dei conti riguardanti il personale dipendente la cui voce è tra tutte la più “pesante”, dato che i conti erano stati appaltati all’esterno a quella società che però fu estromessa a brutto muso dall’ex commissario Viero? E che fine ha fatto l’ex responsabile ammnistrativo e finanziario delle Sud-Est? Quel dirigente dallo stipendio milionario e dalla liquidazione stellare, che ha gestito per anni e anni le casse della società e che risulta essersi inventato anche il diabolico piano di finanziamento -in esclusiva e garantito da pegno – con la BNL oltre ai tanti altri contratti importanti tra i quali anchela genialata dell’operazione di finanza straordinaria di leasing per acquistare le carrozze polacche? Come mai il nome di questo e di altri alti dirigenti non compaiono mai nelle inchieste sulle disastrate ferrovie locali? Possibile che fior fiore di dirigenti all’epoca e presenti nell’organigramma delle Sud-Est, dai quali dipendevano funzionalmente i vari reparti, siano spariti dalla circolazione e il loro nome non sia comparso tra le centinaia e centinaia di pagine della revisione dei “bravi” analisti della Deloitte? Cos’è? Li hanno forse messi nel programma di protezione dei testimoni? Forse vi era il rischio che qualcuno li facesse fuori? Tanto su Sud-Est se ne sono dette talmente tante che a questo punto manca solo questo! Ma si sa che quando la nave affonda i topi scappano. E forse per questo anche il nuovo capo di Sud-Est abbandona.

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