Che fine hanno fatto gli attori extra large dello scippo alle Sud Est?

Posted on by Pierfranco Marengo

Ricorderete tutti la trasmissione televisiva “che fine hanno fatto” nella quale venivano riproposti personaggi famosi spariti dalla scena. Anche nella intricata vicenda delle Ferrovie Sud Est si sono avvicendati personaggi chiave dei quali non si sente più parlare. Nella top ten vi è naturalmente quel Mariani avvocato XL barese, al quale fu promesso di divenire il numero 1 delle Sud Est, che in pompa magna, con al seguito tv e cronisti, si era recato in procura a depositare quel bel “lavoretto” fatto dai taumaturghi della Deloitte ad uso e consumo della Regione. Resterà celebre a proposito di Sud Est la sua frase: «Le difficoltà incontrate, in questa operazione di azzeramento di tutto quello che era legato al passato dovevano però sempre contemperare le esigenze superiori». Sì, quelle del suo sponsor XXXL locale. Che fine ha fatto Giannetta, il perito XL, del quale i nuovi proprietari di FSE scrissero che «non c’è dubbio quanto infausta sia stata la scelta del Tribunale di avvalersi di un consulente tecnico di scarsa esperienza e professionalità». Che fine ha fatto Mautone, che dopo avere verificato e approvato assieme al suo capo Di Giambattista per diversi lustri, i bilanci di Sud Est, quando viene chiamato a ricoprire l’incarico di vicecommissario, azzera tutti i crediti che lui stesso aveva contribuito ad iscrivere? Che fine ha fatto Albanese, noto esponente della “nouvelle vague” imposta dalla Regione, e nominato direttore di esercizio di FSE senza averne i titoli e rinviato a giudizio per l’incidente ferroviario di Galugnano? Che fine ha fatto lo specialista della “gomma” Lumaca e quel Cosimo Re, ex braccio destro di Fiorillo, con le sue ambizioni da leader, finito indagato a Lecce per interruzione di pubblico servizio? Che fine ha fatto l’ex sindacalista Zotti, per anni muto osservatore del declino delle Sud Est, poi come Catone il Censore eccolo invocare onesti e morigerati costumi, mentre le Sud Est si riempiono di interinali con paghe da fame evitando di fare bandi pubblici? Che fine hanno fatto Porcelli e Maggiore che per trent’anni hanno lavorato spalla a spalla con Fiorillo, per poi ritrovarsi smarriti a dire che loro nulla sapevano di quei 130 milioni di crediti che come il cucù ogni tanto appaiono e scompaiono? Che fine ha fatto Pignataro, che con la sua BNL ha finanziato per centinaia di milioni le Sud Est grazie proprio alla garanzia su quei crediti che la regione avrebbe dovuto pagare? Che fine ha fatto Pecorella, produttore di sempre nuove e piccanti “news” sulle Sud Est da distribuire agli amici giornalisti? Che fine hanno fatto i “Bollenti Spiriti” che hanno dato la stura nel 2012 al premeditato fallimento di Sud Est, quando cioè la regione (che se la sarebbe dovuta prendere), ha raccontato la favoletta dei crediti inesistenti tanto che alla fine ci hanno creduto tutti? Perfino loro! Che fine hanno fatto i revisori contabili e i tre sindaci di altissimo profilo, provenienti dalla Corte dei Conti e dal Ministero, che in tutti questi anni hanno certificato la correttezza e l’equilibrio dei conti di Sud Est? Che fine ha fatto Fiorillo che non si è mai voluto pubblicamente difendere da tutte le più infamanti accuse, chiuso nel suo triste Aventino, lasciando che le iene si spartissero il fiero pasto, trascurandosi di tutti quelli che avevano creduto nelle Sud Est? Di tutta questa gente non sappiamo più niente, ma di tutti quelli che sono diventati, purtroppo per loro, carne di porco, a causa degli interessi economici extra-large, sappiamo tutto. E speriamo che finalmente si faccia giustizia perché ciò che abbiamo capito, è di una bruttura tale da far stringere anche gli stomaci più forti. Tutti quelli che in azienda “sapevano la verità” sono stati annientati o allontanati. E alla fine, come in Higlander, ne è rimasto solo uno. Calvello l’ex manager della Deloitte, il futuro delle Sud Est.

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