Fioccano come neve gli avvisi di garanzia alle ferrovie Sud Est

Posted on by Lucio Marengo

Treni-Ferrovie-Sud-Est-stazione-di-Tricase_-Flickr_-Paolo-MargariGrande lavoro per i magistrati pugliesi. È di ieri la notizia del secondo avviso di garanzia a carico dell’ex commissario Viero ad oggetto questa volta pare per l’ipotesi di mancata sicurezza dei mezzi di trasporto. Come abbiamo diffusamente rappresentato dalle pagine del nostro giornale, la situazione dei treni e dei pullman delle Sud Est è francamente insostenibile. Diverse sono state le denunce contro le ferrovie del Sud Est in ordine ai continui disservizi e alle condizioni francamente fatiscenti dei treni e dei pullman. Tutte fino ad ora inascoltate. Il commissario Viero ha tenuto nell’anno di reggenza delle FSE un atteggiamento pare falsamente rassicurante sia nei confronti dei fornitori dei servizi e dei prodotti legati alla manutenzione(pagheremo le fatture dei fornitori…) che nei confronti degli utenti (“nessuna emergenza e nessun pericolo” aveva dichiarato in Prefettura a Lecce lo scorso mese di luglio).A tale rassicurante comunicato fece poi seguito la minaccia di denuncia per diffamazione e procurato allarme nei confronti della società di Putignano, la bolognese Filben, che fino ad allora si era occupata della manutenzione dei treni e che per prima aveva denunciato il pessimo stato dei treni. Pare invece sia al contrario giacente una denuncia da parte di Filben per diffamazione nei confronti proprio di Viero ed una contro FSE per abuso di posizione economica e concorrenza sleale che verrà discussa presso il tribunale di Bari a fine mese. Ma comunque tutti i treni furono fermati dall’Ustif di Bari perché effettivamente erano rotti.Gli inquirenti della Procura di Lecce pare dunque siano alla caccia delle prove del fatto che l’ex commissario Viero, i sub commissari Mariani e Mautone, e i dirigenti responsabili di FSE, Albanese, Lamanna e Quassia, hanno autorizzato la messa in circolazione dei treni nonostante le ruote consumate e lo stato palesemente inadeguato del sistema frenante. E in effetti a quanto è emerso dalle prime verifiche relativamente all’incidente avvenuto l’altro giorno a Casarano, il treno AT 309, partito da Novoli con destinazione Gagliano, pare abbia urtato il palo nonostante il macchinista avesse azionato la frenatura rapida, danneggiando così il sistema frenante del convoglio che, per motivi di sicurezza, è stato ovviamente cancellato sulla tratta da Casarano a Gagliano. I passeggieri sono stati poi costretti a proseguire il viaggio, dopo diverse ore dall’accaduto, con gli autobus di linea. Ci auguriamo che la Magistratura prevenga – il più presto possibile – a stabilire se vi siano state responsabilità soggettive inerenti l’autorizzazione all’utilizzo di treni e pullman nonostante le evidentissime carenze tecniche ed in totale disprezzo delle normali prescrizioni di sicurezza. E perché mai i conducenti – che dovrebbero ben sapere in che condizioni si trovino i treni – non si siano ribellati. Ci pare che l’incidente di Casarano (che avrebbe potuto causare il deragliamento del treno) sarebbe stato evitato se banalmente fossero state rispettate le regole di sicurezza e i controlli programmati non solo sul convoglio, ma anche sulla rete ferroviaria. Ci auguriamo quindi che anche le Ferrovie dello Stato siano giustamente sottoposte ad una attenta verifica del loro operato e delle responsabilità inerenti la catena di comando. A Viareggio, all’apertura della requisitoria i pubblici ministeri avevano sintetizzato così le cause della strage ferroviaria: “Superficialità, macchinari obsoleti e controlli non corretti: in poche parole, la banalità del male”. La storia pare si ripeta.

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