Il Foggia-Roma fantasma, la situazione è grave e poco seria

Posted on by Lucio Marengo

Nota del presidente del Gruppo consiliare ‘Alternativa Popolare’, Giannicola De Leonardis.
“La situazione è grave, ma non è seria”. Ci perdoni Ennio Flaiano per l’utilizzo della sua metafora (riferita alla politica), ma è perfetta per sintetizzare, senza bisogno di aggiungere altro, quanto sta accadendo in Puglia e in particolare a Foggia. Ricordiamo alcuni passaggi: il sindaco di Bari Antonio Decaro chiede di inserire nell’orario estivo di Trenitalia un collegamento ferroviario diretto dal capoluogo di regione alla capitale, il mattino presto. Il sottoscritto, le istituzioni locali, le organizzazioni di categoria e il territorio si permettono di far notare che esisterebbero anche la stazione e la provincia di Foggia, ampiamente penalizzate sul piano infrastrutturale dalla perdurante chiusura dell’aeroporto ‘Gino Lisa’.
Dopo il clamore iniziale, viene ventilata l’ipotesi di un collegamento diretto tra Foggia e Roma, con partenza intorno alle sei del mattino, che verrebbe incontro all’esigenza di molti – non automuniti – di raggiungere la capitale in un orario accettabile per impegni di studio, lavoro e di varia natura, senza l’obbligo di pernottare la sera precedente o di viaggiare di notte con autobus. Si arriva così alla presentazione del nuovo orario, e del nuovo collegamento non solo non c’è traccia, ma al danno si aggiunge la beffa: all’orario ipotizzato parte da Foggia un treno, senza alcun passeggero a bordo, diretto a Benevento per poi ripartire direzione Roma, stavolta (come ovvio) con i fortunati cui viene riconosciuta la possibilità di salire.
Impossibile, a rigor di logica, capire le ragioni di questo vero e proprio accanimento verso un territorio. Un compito che spetta all’assessore ai Trasporti Giovanni Giannini, cui chiediamo un intervento immediato e un incontro con i manager aziendali, magari gli stessi che una settimana fa nel corso di un’audizione in Commissione Trasporti decantavano la crescita della qualità, dell’offerta e del gradimento dell’utenza per i servizi offerti da RFI. Rifugiarsi nel silenzio, un assordante silenzio, è l’ultima delle risposte da dare adesso a una comunità stordita da continui schiaffi, stanca, delusa, mortificata ma non ancora rassegnata”./comunicato
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