! gennaio 2002,quel maledetto giorno in cui l’euro mandò in pensione la vecchia e storica lira

Posted on by Lucio Marengo

L’introduzione dell’euro avvenuta ufficialmente il 1 gennaio de 2002 veniva indicata come la risoluzione di tutti i problemi economici italiani, ma in realtà provocò l’aumento delle ricchezze di chi già li aveva e il contestuale impoverimento per la povera gente. Margaret Thatcher  capo del governo inglese dichiarò: L’euro si rivelerà un pericolo per la democrazia e sarà fatale per i Paesi più poveri perchè devasterà le loro economie. Romano Prodi il grande “benefattore dell’Italia” lanciò una bufala di grandi proporzioni dichiarando con il suo solito sorriso sconcertante dichiarando: Con l’euro lavoreremo un giorno in meno, guadagnando come se lavorassimo un giorno in più riferendosi forse a se stesso. Prima dell’entrata sciagurata e male organizzata dell’euro l’impiegato statale o degli enti locali percepiva stipendi più che modesti ma riusciva con un pò di sacrifici a tirare avanti ed a mettere anche qualche soldino da parte, In questi quindici anni trascorsi l’Italia è stato il Paese che ci ha rimesso più di tutti, perchè noi italiani abbiamo una grande capacità di adattamento, protestiamo ma poi ci rassegnamo a subire senza reagire. Ho voluto ricordare la Thatcher perchè dimostrò di valere almeno tre Prodi e altrettanti altri personaggi dell’epoca, tutti scienziati a loro beneficio, e difese in più occasioni gli inglesi consigliandoloro atteggiamenti consoni a difendere la propria economia. Lo stipendio medio anteriore all’entrata in vigore dell’euro era di circa un milione e cinquecentomila che con il cambio della nuova moneta europea diventava di circa ottocento euro. Un caffè preso al bar veniva a costare un euro in metallo pari a circa duemila euro ed una misera mancia di 29 centesimi cioè quattrocento delle vecchie lire. Il grande imbroglio ebbe il sopravvento, i ricchi sono diventati più ricchi, a rimetterci come sempre il povero disgraziato torchiato da tasse impossibili,ma sempre rassegnato ed incapace di reagire.Usciremo dall’europa? Forse ci conviene perchè non potremo mai stare peggio di ora.

                                                                                                                                       Lucio Marengo

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