In giro nel New Jersey con Don Giuseppe de Candia da Molfetta

Posted on by Antonio Curci

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di un affezionato  lettore


Mons. Giuseppe de Candia, è sacerdote della diocesi di Molfetta dal 1956 e si priva della Festa di Molfetta per vivere ad Hoboken (New Jersey – USA) la celebrazione religiosa, la novena della Madonna dei Martiri. Da una decina di anni anche l’Associazione “Oll Muvi, quelli di I Love Molfetta”, partecipano a questa festa dei tanti Molfettesi e altri pugliesi sparsi tra New York, New Jersey e Pennsylvania, e dare loro un po’ del calore delle radici.

E’ successo quest’anno 2017, a settembre, i due marescialli della Polizia Locale di Molfetta, Nicola Rainone e Sergio de Rosa, che hanno presenziato la Festa ad Hoboken, trovandosi nel New Jersey insieme a Roberto Pansini (Presidente dell’Associazione Oll Muvi, quelli di I Love Molfetta),hanno vissuto belle, diverse e uniche esperienze indimenticabili, tra cui questa che volgiamo raccontarvi.

Con il treno da Hoboken verso Ramsey, hanno raggiunto Don Giuseppe (sulle strade americane, si muove come fosse casa sua) con una Toyota offertagli da un amico, in poco tempo, (quasi due ore di strada, sono le “brevi distanze” in America,) ci trasporta a Sayreville, dove ci attende Franco Tammacco con la moglie Rita e tutta la famiglia.

Da mesi Franco Tammacco aveva fatto pervenire agli interessati l’invito.

Immaginate l’attesa di Franco, si commentava in macchina, la meticolosa insistenza, la speranza appesa ad un filo che ogni giorno guardava assottigliarsi e finalmente si realizzava. Abbracciare degli amici, un uomo di otre ottant’anni, una persona che merita stima e affetto.

Tante porte aspettano ad aprirsi al primo tocco di campanello. Non si possono soddisfare tutti i richiami del cuore.

L’incontro va descritto e vissuto da due angoli visuali, il visitato e i visitatori.

Per i due marescialli Nicolò Rainone e Sergio de Rosa, per la prima volta negli States, è un mondo nuovo, è rallegrarsi ogni giorno per tutto quello che accade. Anche quando per il lunch viene servita una “bistecca”, attendono che qualcuno la divida per tre… ma siamo in America, quella è la singola porzione, qui tutto è BIG!

La felicità di Frank e moglie, Rita, è superlativa. E si lasciano andare a tanti racconti di vita, a barzellette che Frank condisce ad ogni argomento.

Roberto ha commentato che tra Frank e Don John (così Frank chiama “fraternamente” a don Giuseppe) ascoltarli è meraviglioso perchè tra i due c’è un feeling di grande amicizia, è per questo legame che dopo la visita a Molfetta, lo scorso anno, Frank ha confidato e poi fatto scrivere a Don Giuseppe un libro di tutta la sua “vita da emigrante”.

Dopo pranzo Frank ci fa visitare la spiaggia vicino a casa sua, il tempo vola, ma i racconti non terminano mai, gli abbracci sono così sinceri e forti che li senti sempre addosso, dobbiamo salutarci, bisogna rientrare e percorrere altre due ore di strada, fermarsi ad un’altra tappa, un’altro molfettese emigrato negli States da salutare.

Ma con Frank noi ci sentiamo tutti i giorni con i mezzi a disposizione della tecnologia, con Skype spesso ci colleghiamo anche per fargli vedere il porto di Molfetta, dove lui ha sempre passeggiato, si crea con la fantasia l’odore del mare di Molfetta, e chiude la conversazione dicendo il prossimo anno ci ritorno perchè le me radici non le dimentico.

John Rocco Ferrara

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