Giuseppe Prete ambasciatore per la pace all’ONU

Posted on by Lucio Marengo
Giuseppe Prete, Presidente del Movimento Gente Onesta (MGO), un movimento nato in Italia nel 2013 con lo scopo di arginare le piaghe della fame e della miseria nel mondo. Con grande fatica si batte per cercare di ridare una nuova dignità e uno status sociale a tutte quelle persone che, in preda a disagi economici e sociali profondi, hanno perso fiducia nella vita. Oltre alle vicende nazionali, sta seguendo con vivo interesse anche le vicende dell’Africa, un continente dove si combattono le guerre più spietate del mondo. Il continente nero è un paese dalle grandi contraddizioni: così ricco di risorse minerarie, di potenzialità, di mete turistiche e, allo stesso tempo,simbolo del “Terzo Mondo”. Un ossimoro terrificante!
In Africa più di 250 milioni di persone sono vittime della fame. Anche i cambiamenti climatici non aiutano la crescita economica e sociale. Ad aumentare drammaticamente ed in maniera esponenziale è il numero dei bambini malnutriti, soprattutto bambini di 5 anni che presentano complessi problemi di crescita dovuti a carenze nutrizionali. Inoltre, la metà degli africani vive con meno di 2 dollari al giorno: si tratta di un tenore di vita insostenibile anche a causa dei sanguinosi conflitti con cui la popolazione convive praticamente da sempre.
Eppure le potenzialità di sviluppo ci sono: il problema non è la crescita delle popolazione rispetto alla disponibilità di alimenti, perché le potenzialità di produzione del continente africano permetterebbero, potenzialmente, di sfamare il doppio della sua attuale popolazione, nonostante i cambiamenti climatici, l’avanzare della desertificazione e la perdita di terreni coltivabili. E’ a conoscenza delle cause e dei problemi reali che attanagliano il paese; in passato si è prodigato programmando interventi necessari in loco.
“Non bastano strategie o agende, ma occorre operareconcretamente per dare sostegno alle generazioni future”.
Il suo obiettivo, quindi, è quello di provvedere al sostentamento di tanti bambini disagiati, combattere il terrorismo attraverso politiche d’integrazione, arginare alla radice il fenomeno dell’immigrazione, costruire scuole, favorire l’accesso alla cultura in linea con i principi del Welfare State e, in ultima analisi, in accordo col Presidente dell’Uganda Yoveri Museveni, diminuire il tasso di alfabetizzazione drammaticamente aumentato negli ultimi 30 anni a causa di guerre etniche che hanno lacerato, martoriato e devastato un paese dove più della metà dei bambini sotto i 5 annie oltre il 40 per cento dei minori dai 6 ai 17 anni vive in uno stato di povertà assoluta subendo anche abusi di una gravità inaudita.
“Cercare di diffondere la verità è sempre un’azione giusta purché orientata al raggiungimento di una pace vera, solidale e condivisa e non per alimentare momenti di tensione o, ancora peggio, di scontro”.
E’ fermamente convinto che, il raggiungimento di un sostanziale equilibrio tra popoli, possa solo ed esclusivamente avvenire mediante il riconoscimento delle responsabilità storiche di chi, per trarne profitto, ha compiuto torti disumani nei confronti di popolazioni che, a distanza di secoli, continuano a patire quelle decisioni ingiuste e barbare.
E’ per questo che oggi, col cuore in mano e avendo constatato di persona il disagio e la sofferenza di migliaia di persone, chiede in tutta umiltà di candidarmi in qualità di Ambasciatore per la Pace all’Onu, affinché possa continuare la sua battaglia in favore degli emarginati, degli oppressi, dei bisognosi e di chi patisce ogni giorno le scelte scellerate di uomini che hanno pensato esclusivamente al loro benessere decidendo inumanamente per la vita altrui.
Oggi, con più decisione e consapevolezza rispetto al passato, può affermare che lotterà sempre dalla parte delle vittime, dalla parte di chi fugge dalla violenza, dalla fame e dalle barbarie etniche e religiose. La tolleranza rappresenta un valore aggiunto che intenderà difendere e promuovere ad ogni costo.
“Solo i poveri conoscono il significato della povertà; chi ha soldi e sicurezza può soltanto tirare ad indovinare”.
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