Gli ambientalisti oltre a dire sempre no, facciano le proposte alternative

Posted on by Lucio Marengo

No alla Tap,no alla Tav, no all’Ilva,no alle trivelle, no al progresso che si sviluppa compatibilmente con la protezione dell’ambiente, insomma, no e solo no questo è l’unico linguaggio chiaro di bene individuate associazioni ambientaliste che  con le loro manifestazioni  di protesta, l’unico effetto pratico che provocano sono i ritardi sulla realizzazione di opere pubbliche di interesse internazionale attuate in altri Paesi da decenni. Il Giappone è un esempio di connubio tra lo sviluppo del Paese stesso e il rispetto dell’ambiente, chi ci è stato ci ha assicurato che le innovazioni non si contano, i treni velocissimi ad oltre trecento chilometri l’ora assicurano collegamenti rapidi sicurissimi da un capo all’altro del Paese, e sempre in estremo oriente hanno realizzato il ponte più lungo del mondo lungo 55 Chilometri, divenendo così la più grande opera di ingegneria sul mare e sotto. Il prossimo anno Matera svilupperà un intenso programma culturale, ma intanto per andare in treno da Bari, occorreranno 90 minuti per poco più di 50 chilometri. Allora per curarsi meglio occorrere recarsi al nord, per viaggiare a bordo delle frecce rosse veloci occorre recarsi a Napoli e poi verso il nord. L’ultimo regali gli ambientalisti lo hanno fatto alla città di Bari, quando convinsero l’allora sindaco che abbattere gli ecomostri di punta Perotti era meglio, nella consapevolezza che dopo l’abbattimento tutto quel lungomare sarebbe diventato una cloaca. E’ questo che vuole l’ambientalismo oppure gli scopi sono altri?                   Pierfranco Marengo

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