Gli stranieri nelle nostre città debbono essere anagrafati, non solo rom.

Posted on by Lucio Marengo

Sopralluogo del Segretario Nazionale della Lega Lombarda Matteo Salvini al campo nomadi di via San Dionigi (Luca Matarazzo, MILANO – 2013-09-24) p.s. la foto e’ utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e’ stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

Il termine “censiti” usato da Salvini nella sua richiesta di indagine sulle presenze sul nostro territorio di cittadini di altra nazionalità è stato infelice ed equivoco, ma nella sostanza tutti lo hanno condiviso senza doversi meravigliare con il solito populismo che crea solo danni. Se da soli o con la nostra famiglia ci rechiamo in altra città o in altro Paese, soprattutto per un lungo periodo è necessario essere anagrafati, in modo che le autorità civili siano consapevoli della nostra presenza anche in ossequio alle leggi dell’antiterrorismo, visti i tempi abbastanza critici che stiamo vivendo. Chi vive e come vivono i rom nei loro campi di accoglienza? Come si guadagnano da vivere? Cosa fanno i loro figli? Vanno per caso a scuola? Nei campi vicini alle nostre case, li vediamo aggirarsi e rovistare nei cassonetti dei rifiuti per raccogliere qualche oggetto utile per loro e ritirarsi poi nelle loro capanne di cartone, mentre i più fortunati hanno roulottes ed auto. Per aiutarli dobbiamo conoscerli, sapere chi sono specie se giungono da Paesi lontani e fare in modo magari che si integrino, invece di essere sfuggenti e poco disponibili a dialogare. I rom hanno diritto ad essere assistiti dalla nostra sanità, a quale titolo. Quando Salvini parlava di censimento, quasi certamente questo voleva significare ed invece di polemizzare con lui, perchè non hanno suggerito le giuste soluzioni?

About the Author