È guerra! Gli USA con Francia e Gran Bretagna hanno attaccato il regime siriano

Posted on by Antonio Curci

È guerra fu. Usa, Francia e Gran Bretagna questa mattiva alle tre, hanno sganciato oltre 100 missili su tre siti che pridurrebbero armi chimiche per il regime siriano.

A spingere il pulsante “war” è stato il presidente americano Trump, confermando quindi quanto aveva preannunciato qualche giorno fa, quando aveva ipotizzato una risposta incisiva degli Stati Uniti al presunto attacco chimico alla città sirian di Duma. L’inizio delle operazioni belliche, avvenuto in coordinamento con Gran Bretagna e Francia, è stato annunciato alla nazione dal presidente americano con un drammatico discorso in diretta TV. Trump ha giustificato l’attacco missilistico con la necessità di porre fine ai presunti crimini contro l’umanità perpetrati dal regime di Bashar al Assad ai danni del suo popolo. Il presidente USA ha definito il leader siriano come un “mostro” che massacra il proprio popolo.

La pioggia di missili Tomahawk, sganciati dai bombardieri e da una delle navi militari dislocate nel Mar Rosso, è durata un’ora circa. Sarebbero stati colpiti tre obiettivi strategici per la produzione e stoccaggio di armi chimiche.

Theresa May ha chiarito che lo scopo dell’azione militare è quello di dissuadere Assad dal suo intento di usare armi chimiche, non di destituirlo.

Anche il presidente francese Macron ha chiarito la sua posizione al fianco di Trump perché  “la linea rossa fissata dalla Francia nel maggio 2017 è stata oltrepassata”.

Putin ha condannato l’operazione americana dichiarando che non “resterà senza conseguenza”. E’ “un atto di aggressione”, ha dichiarato il leader del Cremlino, annunciando la richiesta di una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. A Putin fa eco Khamenei che ha definito “criminali” Trump, May e Macron. La guida suprema iraniana ha dichiarato che  gli alleati sono “responsabili per le conseguenze regionali che seguiranno all’attacco”.

Intanto è attiva la diplomazia Onu che per bocca di Guterres ha invitato tutti alla “moderazione e alla responsabilità”. Un appoggio all’attacco è arrivato da Ue, Germania, Giappone, Canada e Israele. La dichiarazione ufficiale dell’Italia, che è ancora senza governo, non è pervenuta.

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