E’ guerra tra le Ferrovie Sud Est e la Regione Puglia

Posted on by Lucio Marengo

Riceviamo e pubblichiamo

Evidentemente deve essere successo qualcosa tra i due enti pugliesi. Dopo le multe comminate dalla regione per ben 15 milioni di euro, ecco la nuova tegola cadere sulla testa di FSE da 36 milioni che vengono temerariamente richiesti indietro a fronte dell’esborso per i cosiddetti treni d’oro. A parte le osservazioni della Guardia di Finanza, tutte peraltro contestate con successo in sede tributaria da FSE, il processo penale ai cosiddetti “treni d’oro” è appena iniziato e devono essere ancora sentiti tutti i periti e i consulenti di parte. Tutta la questione gira sulla (unica) perizia ordinata dal tribunale di Bari, e contestata da FSE: «non c’è dubbio quanto infausta sia poi stata la scelta del Tribunale di avvalersi di un consulente tecnico di scarsa esperienza e professionalità». La consulenza verteva sulla analisi di valore delle carrozze tedesche ristrutturate a cura di una ditta italo polacca, e successiva ad altre due perizie eseguite da altrettanti esperti universitari che ne avevano certificato la congruità dei prezzi. Il problema che si è venuto a creare è probabilmente da ricercarsi invece nel nuovo ordinamento a seguito dell’incidente di Corato che ha imposto, a tutti gli esercenti il trasporto su rotaia, di dotarsi di materiale ferroviario di ultima generazione, ivi compreso il sistema di sicurezza, la cui installazione, costerebbe così tanto, da consigliarne la rottamazione nel caso in cui ne fosse privo. Tutt’altro discorso invece per i treni di produzione polacca Pesa ATR il cui valore di cessione a FSE, è stato certificato sia dal Tribunale che dalla Cassazione e che risulta perfettamente allineato agli oltre 70 treni della stessa serie venduti in Italia e in Polonia. Gli odierni rilievi discendono della ormai famosa due diligence della Deloitte, pagata da FSE, ma di fatto commissionata a suo tempo dalla regione ai tempi dell’ex assessore Minervini. Il lavoro della Deloitte è come noto tutta incentrato su questioni alquanto dubbie sia in punto di diritto che di fatto, focalizzato come è, solo su aspetti scandalistici e su truffe mai provate. La due diligence fu ingenuamente condivisa dall’ex commissario Viero che ne fece un esposto al tribunale. Da qui alla richiesta di fallimento di FSE fu un tutt’uno. Adesso la regione con questa nuova azione giudiziaria, ben sapendo che prima o poi qualcuno busserà alla sua porta chiedendo conto di quei quasi 80 milioni di rivalutazione che pare siano evaporati, e avendo probabilmente vista sfumare la strategia di mettere le mani sulle Sud Est, pare si stia giocando il tutto per tutto, calando l’asso delle richieste milionarie. Mettendo così in seria difficoltà le Ferrovie del Sud Est e con lei, l’intero bacino di utenza servito. Del resto, la regione negli ultimi anni, si è dimenticata di tutto, dai trasporti alla sanità, per non parlare poi della xylella, salvo poi svegliarsi, sollevando lo stanco “corpicione” dal divano, alla vigilia delle prossime elezioni, per dare addosso allo Stato impersonato in questo caso proprio dalle Ferrovie dello Stato.

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