ILVA: Il Governo regionale della Puglia decide di non decidere

Posted on by Lucio Marengo

“Il rinvio della discussione sull’Ilva – dichiarano gli otto consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Puglia – è l’ennesima ipocrisia della maggioranza per evitare di prendere una posizione netta sul siderurgico. La sola via possibile per tutelare da subito i diritti dei cittadini tarantini sarebbe stata votare il nostro ordine del giorno che prevedeva, nei giorni di wind days, il fermo totale dell’attività nell’area industriale a ridosso del quartiere Tamburi e lo stop degli impianti, dei nastri trasportatori e dei mezzi che determinano l’innalzamento di polveri minerali nell’ambiente circostante, ma è mancato ancora una volta il coraggio è il senso di responsabilità. Gli studi infatti dimostrano che dagli 0 ai 6 giorni seguenti a queste giornate aumentano le morti e i ricoveri per malattie cardiovascolari e respiratorie, ma centrodestra e centrosinistra continuano a parlare di compatibilità ambientale dell’Ilva, contraddicendo anche quanto detto dagli studi dell’Arpa e dai tanti altri studi scientifici secondo cui lo stabilimento è incompatibile con la salute degli operai che ogni giorno sono a contatto con l’amianto così come è incompatibile con la salute dei cittadini di Taranto. Già quando è nato lo stabilimento, veniva data una scadenza di 40-50 anni per evitare disastri ambientali, ed oggi ne ha 60. L’auspicio è che nessuno sia nel governo nazionale che nel governo regionale, stia utilizzando l’ILVA e la salute dei tarantini come merce di scambio elettorale in vista delle imminenti politiche”. “Dal canto nostro – proseguono i cinquestelle – ribadiamo che l’unica soluzione per tutelare la salute dei cittadini mantenendo i livelli occupazionali è quella di avviare un processo di riconversione economica dell’area chiudendo le fonti inquinanti: se si fossero investiti i soldi pubblici spesi in questi anni per l’Ilva, per puntare sulle fonti energetiche rinnovabili, o sull’agricoltura, la cultura in generale e il mare a quest’ora avremmo avuto decine di migliaia di nuovi posti di lavoro. Il territorio – concludono – ha bisogno di un nuovo modello di sviluppo e gli unici a poter combattere per questo siamo noi del M5S che non siamo ricattati da banche e lobbies del carbone”.

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