Iraq, decine di migliaia di persone fuggiti da Tuz Khurmatu a causa di attacchi, saccheggi e indendi

Posted on by Antonio Curci

Amnesty International ha raccolto immagini satellitari, video, fotografie e decine di testimonianze sulla fuga di massa di decine di migliaia di civili dalla città irachena di Tuz Khurmatu dopo gli scontri del 16 ottobre tra le forze governative – spalleggiate dalle milizie chiamate Unità di mobilitazione popolare – e i peshmerga (“combattenti”) curdi.

Le testimonianze raccolte hanno riferito di almeno 11 civili uccisi da attacchi indiscriminati, centinaia di proprietà saccheggiate, incendiate e distrutte in quello che è apparso un attacco pianificato contro le zone a maggioranza curda della città.

“Nel giro di poche ore le vite di innumerevoli uomini, donne e bambini di Tuz Khurmatu sono state devastate. Migliaia di persone hanno perso case, negozi e ogni cosa che possedevano e ora si trovano nei campi, nei villaggi e nelle città dei dintorni chiedendosi se un giorno saranno in grado di rientrare”, ha dichiarato Lynn Maalouf, direttrice per le ricerche sul Medio Oriente di Amnesty International.

“Le autorità irachene avevano già in passato dichiarato che non avrebbero tollerato alcun attacco contro i civili e avrebbero chiamato a risponderne i responsabili. Ora devono tradurre le loro parole in azioni e avviare indagini imparziali su quanto accaduto a Tuz Khurmatu, in modo che le vittime ricevano piena riparazione e i responsabili siano portati di fronte alla giustizia”, ha aggiunto Maalouf.

Tra il 18 e il 23 ottobre Amnesty International ha intervistato 42 sfollati di Tuz Khurmatu, ha eseguito analisi di immagini satellitari e verificato e autenticato foto e video fornite dagli abitanti, che evidenziano i danni alle abitazioni e ad altre proprietà personali causati dagli incendi e dai saccheggi.

La Missione di assistenza delle Nazioni Unite per l’Iraq (Unami) ha fatto sapere ad Amnesty International che dal 16 ottobre 35.000 abitanti di Tuz Khurmatu hanno lasciato la città. Molti lo hanno fatto tra le 2 e le 6 del mattino di quel giorno, quando sono iniziati i combattimenti.

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