Istituzioni incapaci di combattere il gioco d’azzardo che riempie le casse dell’Erario, quando i gestori pagano

Posted on by Lucio Marengo

E’ mortificante assistere alle farse di quanti raccogliendo in qualche modo non pochi fondi credono di poter arginare il grave fenomeno del gioco d’azzardo e tutta una serie di slot machines,lotterie istantanee, una miriade di gratta e vinci che forniscono una specie di tangente allo Stato o se vogliamo chiamarla percentuale in tono benevolo. Si raccolgono fondi per aiutare chi poi quei soldi se li va a giocare, oppure si organizzano i centri di ascolto dove con le belle parole i giocatori incalliti dovrebbero essere convinti a smettere di giocarsi anche gli spiccioli raccattandoli in ogni maniera, non escluso l’accattonaggio. E’ sufficiente entrare in una tabaccheria, o in una ricevitoria per sentirsi quasi contagiati e convinti ad acquistare uno o più biglietti nella speranza di vincere un pò di denaro. Se si è fortunati e non si vince nulla forse passa il desiderio di ripetere l’esperienza del gioco, conle continue estrazioni di numeri, con i gratta e vinci oppure con le slot, se invece capita di vincere anche pochi euro tutti o quasi li rigiocano fino a perderli tutti,ma basta aver vinto qualche volta perchè il desiderio di ripetere il tentativo non ti abbandona più. La politica è nelle mani dei grandi faccendieri dalla liquidità monetaria continua ed invitante e poi c’è la trasversalità strisciante che unisce e “divide.” Ci sarebbero i rimedi per ridurre le tragiche conseguenze del gioco d’azzardo, ma non c’è la volontà di farlo, di regolamentarlo e di intervenire drasticamente nei controlli della legalità che in molti casi è solo illusione. Mons. Alberto D’Urso  dovrebbe esigere i fondi necessari per le sue campagne antiusura proprio all’agenzia delle Entrate o quanto meno al Ministero delle Finanze che incamera quotidianamente una buona percentuale che una volta corrispondeva ad un terzo degli incassi. I grillini populisti non si sono mai interessati a questo grave problema anche di carattere eocnomico.

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