In Italia guardie e ladri si confondono e il populismo trionfa

Posted on by Lucio Marengo

Riceviamo e pubblichiamo

Una nuova bufera sta per scoppiare al Consiglio di Stato che fa tremare giudici e legali. Un’indagine come riportato dalla Repubblica nata da una costola della vicenda Consip e su cui sono convogliate anche altre inchieste che portano in un’unica direzione: la compravendita dei giudizi. I verdetti, si acquisterebbero dai magistrati infedeli, in pacchetti da dieci senza nemmeno comprare, in quel dato momento, una specifica causa. Una sorta di ticket da estrarre da un carnet, di volta in volta e a seconda delle necessità, da parte dell’avvocato corruttore per far virare il giudizio a favore del proprio cliente. Secondo gli inquirenti, le intercettazioni dell’ex parlamentare Italo Bocchino e dell’imprenditore Alfredo Romeo, da cui è nato uno dei filoni della maxi inchiesta romana, andrebbero letti in questa direzione: ” Abbiamo preso un altro bidone “, spiega Bocchino a Romeo parlando di un inaspettato esito negativo arrivato dal Consiglio di Stato. Il pensiero non può non andare alle ormai frequentissime inchieste che hanno mandato in galera fior fiore di imprenditori. Se vi è del marcio da questa parte, pare che ve ne sia e tanto anche dall’altra. Vedremo se questa notizia è autentica oppure faccia parte dello stock delle bufale che ha addirittura spinto “Twitter” ad eliminare 10 milioni di account in odore di fake news. Ma come si fa ad immaginare un Paese, l’Italia, dove si possa fare impresa se ormai guardie e ladri si confondono? Essere imprenditore in Italia è davvero una impresa impossibile. Se ti va bene è la concorrenza ad eliminarti, se ti va male sono le sentenze. Senza il contributo dei privati imprenditori ormai azzerati da questo sistema giudiziario, vedremo come farà il Robin Hood, Di Maio, a pagare ai 9 milioni di italiani il reddito di cittadinanza. Mentre ancora tanti sono quelli in attesa di giudizio a marcire in galera.

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